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Un saluto ai/lle carcerati/e di Teramo

Quest’anno orribile é stato ancor peggiore in carcere, con il contagio che si é diffuso all’interno dei penitenziari, rivolte represse nel sangue e nell’uccisione di diversi detenuti e poi la vendetta dello Stato con procedimenti giudiziari e trasferimenti punitivi nei confronti di chi aveva alzato la testa.
La solidarietà da “fuori”, anche con piccoli saluti o altro, é sempre ben accetta da parte delle persone recluse ed è un segnale che non sono sole, a maggior ragione in questi momenti.
Così, come avvenuto altre volte durante questa pandemia, anche in uno dei giorni natalizi (giorni ancor più duri per chi è detenuto), torniamo fuori le mura del carcere di Teramo, “saturo” fanno sapere i mezzi d’informazione, per le norme anti covid.
Così, persone arrestate vengono dirottate direttamente in altri penitenziari, anche fuori regione, e, notizia di qualche giorno fa, l’ultimo focolaio di covid si é registrato all’interno del carcere di Lanciano.
Arriviamo di fronte le celle del carcere teramano.
Ai primi petardoni che esplodono, in molti già si affacciano alle finestre delle celle, come se lo sapessero…
Poi iniziano torce e fumogeni e fuochi d’artificio…
Partono urla di ringraziamento da dentro, grida di libertà ed inviti reciproci a non mollare.
Fuori diluvia e, nonostante ciò e nonostante tutte le restrizioni in atto, si riesce a portare un piccolo saluto ai detenuti, in questo periodo veramente orribile per tutti…
A maggior ragione per chi é costretto a vivere nello stretto di mura e sbarre.

Posted in anticarceraria.


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