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Processo per il corteo per il Campetto

Non avevamo finito di raccontare l’assoluzione per due compagni (tra cui Paska), per la contestazione alla banda della Polizia, a Giulianova di tre anni fa, che è stata fissata la prima udienza, il prossimo 4 febbraio, contro cinque compagni e compagne, per il corteo in seguito all’incendio del Campetto Occupato, sempre a Giulianova, ma due anni fa.
Contro i cinque le accuse sono diverse: lancio di oggetti, accensioni pericolose, imbrattamento ed ovviamente il “concorso”, nonché (dal testo unico in materia di pubblica sicurezza del 1931…) il non aver rispettato le imposizioni della Questura per quanto riguardava le modalità e lo svolgersi del corteo.
Ricordiamo che il corteo era avvenuto a seguito dell’incendio che aveva distrutto, nel settembre di due anni fa, lo stabile del Campetto Occupato, e con esso gli oggetti che vi erano dentro, i servizi, gli impianti oltre che centinaia tra libri ed opuscoli in distribuzione. E, per puro caso, nessuno in quell’occasione fortunatamente si fece male.
Ricordiamo, inoltre, che per quel corteo, già erano stati comminati diversi fogli di via da Giulianova.
Ma ricordiamo soprattutto, che se con quest’ennesimo processo pensano di spaventarci o fermarci, come sempre… si sbagliano di grosso!

Posted in Campetto Occupato, repressione.


Assolti per la contestazione alla Polizia

Si è concluso nel primo pomeriggio, con l’assoluzione di due compagni (tra cui Paska), il processo che li vedeva imputati per la contestazione alla banda della Polizia, a Giulianova, tre anni fa.
I reati a loro contestati erano diversi, tra cui oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. E le richieste erano di un anno per Paska e di un anno e quattro mesi per un altro compagno.
Anche per questa udienza, come per le altre, il tribunale teramano è stato presidiato da carabinieri e polizia anche con il reparto antisommossa.
Come detto poi, tra i famelici giornalisti di provincia pronti allo scoop nella sonnolenta provincia, presenti fin dalla mattina, è arrivata l’assoluzione.
Qualche considerazione a caldo al riguardo:
In tutte le udienze la Questura teramana ha allestito un apparato enorme di controllo, teso a provocare chi esprimeva solidarietà. Basta ricordare ad esempio, gli assurdi corpo a corpo che la celere ha messo in campo l’estate scorsa durante un’udienza, che sono costati a compagne e compagni altri fogli di via e procedimenti giudizari. O la volta seguente, con un altrettanto apparato repressivo.
Poi, per quanto riguarda il processo, fin da subito è apparsa la forzatura che “uomini” della Digos hanno fatto nelle testimonianze, gonfiando il tutto e chiedendo anche il risarcimento come “parti civili”. Per il processo però, tocca sottolineare un aspetto: le varie udienze sono state vissute anch’esse come parti politiche di una lotta, tra presidi e dichiarazioni spontanee, in cui si rivendicava sia l’azione, sia il fatto che gli sbirri sono degli ASSASSINI.
Questo passaggio ci dice molto anche su come affrontare i processi: non necessariamente si deve stare sulla difensiva, anche nei comunicati, cercando ad esempio di giustificarsi da qualche capo di accusa.
Si può anche dire la propria…. E venire assolti!
E questo, si badi bene, non è certo un elogio delle democraticità della giustizia, anzi!
E’ semplicemente uno spiraglio ed una possibilità che c’è (sebben remota) anche in contesti in cui siamo totalmente (o sembriamo essere) nelle mani del nemico.
Certo, poi ci sono processi e processi. E questo di cui stiam parlando alla fine è ben poca cosa.
Così come, ci sono modi e modi per “contrattaccare”, anche in fase giudiziaria.
Oggi ne abbiamo semplicemente raccontato uno, minimo.
E non è certo una vittoria!
Perchè se è vero che avere qualche annetto in meno di condanna sul groppone, fa sempre comodo, è altrettanto vero che ci sono compagni e compagne ancora rinchiusi nelle galere.
A partire proprio da Paska, che dopo la sentenza è tornato ai domiciliari, con tutte le restrizioni (senza poter vedere nessuno quindi), con una condanna di quasi dieci anni sul groppone per il processo di Firenze.
Negli abbracci di oggi, non c’era la gioia per l’assoluzione odierna.
Non solo quella, almeno.
Ma c’era la promessa e l’impegno che tutti i compagni e le compagne sotto le mani del nemico, non dovranno mai esser lasciati soli.
E questo ce lo dobbiamo ricordare tutti e tutte

Posted in repressione.


Benefit prigionieri “Operazione Panico”

Posted in anarchismo, Campetto Occupato, repressione.


Anche a ferragosto. Soprattutto a ferragosto

Anche quest’anno, durante le giornate di ferie di ferragosto, qualche solidale va fuori il carcere teramano.
Non come le passerelle che fanno i politici per sciacquarsi la faccia, ma con la costanza delle lotte e della solidarietà portata avanti negli anni, che infatti è costata ai solidali decine di denunce, restrizioni e fogli di via.
Il tutto, perché chi gestisce l’ordine, non vuole che vi sia alcun contatto tra dentro e fuori le galere. Ma a Teramo questo divieto è stato più volte rotto, non rispettando il silenzio a cui ci vorrebbero sottomessi.
Anche stavolta, fin dall’arrivo, molti detenuti sono alle finestre, per il caldo afoso e con lo sguardo oltre le sbarre. Riconoscono fin da subito i solidali, ringraziandoli anche stavolta.
Questo ormai, il fatto che ci si “riconosca” tra dentro e fuori, sta diventando una costante, frutto delle pervicacia nel portare avanti presidi e saluti solidali.
Non solo.
Capita, a volte, di rincontrare qualcuno anche dopo esser uscito da Castrogno e, oltre i ringraziamenti per quel che si fa, ci si può ritrovare anche in dinamiche “fuori”, parlando, visto il grado di fiducia che si riconosce a chi, con costanza e serietà, porta avanti delle battaglie.
Tornado a questo ferragosto, fin da subito quindi partono gli ormai consueti saluti reciproci, grida di libertà, inviti a tenere duro e poi botti e fuochi d’artificio. E quindi ringraziamenti dalle celle e la promessa, da parte dei solidali ai detenuti, di starci e, se vi fosse qualche problema lì dentro (oltre quelli che ben si conoscono), di farlo sapere.
Il carcere teramano è tra i più sovraffollati d’Abruzzo, ha diverse sezioni con varie problematiche, e la sezione “nido” (che doveva ospitare bambini di detenute), inaugurata tempo fa, facendo passare le barbarie per progressismo, ospita anche una bambina. Questo si è venuto a sapere ultimamente, nonostante si è sempre saputo che la sezione, benché esistesse, non ospitava nessun bambino.
Questa, ad esempio, una delle problematiche emerse ultimamente nel carcere teramano.

Anche stavolta, con questo saluto solidale ai detenuti, è stato fatto un piccolo gesto.
Ma, nonostante piccolissimo, ha rotto i divieti ed il silenzio che chi governa vorrebbe imporre.
Ed ha scaldato un po’ i cuori dei detenuti.
Anche a ferragosto. Soprattutto a ferragosto.
Quando la reclusione è ancor più cinica, spietata e viene vissuta con più sofferenza da parte di chi si trova rinchiuso in una gabbia di ferro e cemento.

Posted in anticarceraria.


Siamo stati noi a tirare sassi e merda contro Salvini

Ieri dunque Salvini è tornato in Abruzzo. Come tappa del suo tour estivo e con la massima attenzione mediatica e politica per la “crisi di governo” che si sta consumando.
La tappa abruzzese doveva essere ben più ampia del comizio di Pescara, con passaggi in riva al mare in diversi punti della costa.
La sera prima della visita del vice-premier, però, uno stabilimento che lo avrebbe dovuto ospitare, a Fossacesia nel chietino, è stato fatto oggetto di lanci di sassi ed escrementi, con biglietti contro Salvini, il decreto sicurezza e più in generale le sue politiche.
Fin da subito il coro di sdegno e indagatore per capire chi mai fosse stato a “voler attaccare la democrazia”, non consentendo a qualcuno di poter parlare.
Tutti ad indagare ed a chiedersi chi sono mai “questi vandali”, che rovinano la quiete delle cittadine, che si pongono al di fuori del dibattito civile.
Ma chi saranno mai???
Bene, ve lo diciamo: siamo noi!
Si, proprio noi.
Ma no, che avete capito… non i redattori di queste righe, né tantomeno qualche congrega militante si presume ci sia dietro questo sito…
No, diamine!
Siamo stati noi, chiunque ha in odio il leghista e le sue politiche. Chiunque non ne può più delle discriminazioni, delle morti innocenti, del non poter più far sentire la propria voce. Chi non ne può più delle barbarie.
Siamo stati noi a compiere un’azione semplice, mirata, giusta. Un’azione che chiunque può fare.
Per questo, ogni persona di buon cuore che si sta chiedendo chi fossero l’altra notte a Fossacesia, si può rispondere che era semplicemente qualcuno come lui, che si è armato di coraggio ed ha fatto qualcosa che andava fatto. E che quindi, anche chi se lo sta chiedendo, potrebbe e dovrebbe fare.
Ma l’azione di Fossacesia ci da anche un paio di altre indicazioni.
La prima è che ai carrozzoni politici che si andranno formando, soprattutto in questa fase di “crisi governativa”, contro (diranno) le politiche leghiste, dopo che hanno contribuito a crearle, vi sono mille alternative e mille modi per non parteciparvici, ma, al tempo stesso, fare reale resistenza alla Reazione che avanza.
La seconda è che il contrasto alla cloaca leghista, non si deve necessariamente fare sul terreno che loro stabiliscono: tante volte la piazza del convegno, finendo ad essere relegati in un angolo, chiusi tra le guardie e l’autoreferenzialità. Ma vi sono mille luoghi e tempi per poterlo contrastare, anche non direttamente, anche nelle complicità, anche negli interessi, anche prima e dopo… ed ognuno/a è dotato di intelligenza e fantasia per fare i propri ragionamenti al riguardo. E queste indicazioni valgono in assoluto, ma anche, in particolar modo, in quest’estate in cui il vice-premier frequenterà diverse spiagge….
Per concludere, agli uomini ed alle donne di buon cuore che hanno fatto quell’azione l’altra notte a Fossacesia, dobbiamo dire solo grazie. Ma non perché hanno fatto qualcosa per noi, al posto nostro.
Ma perché, molto semplicemente, ci hanno mostrato che i bastoni tra le ruote della Reazione che avanza si possono mettere. Si devono mettere. Ed a metterli possiamo essere chiunque, possiamo essere noi, con un minimo di volontà e buon cuore, senza deleghe. Se realmente vogliamo far invertire la rotta all’abominio che stanno vivendo i nostri tempi.

Posted in critica radicale.


CONTRO OGNI FRONTIERA – CONTRO OGNI SFRUTTAMENTO

CONTRO OGNI FRONTIERA
CONTRO OGNI SFRUTTAMENTO

9 AGOSTO 20:00
CENA POPOLARE ed a seguire
proiezione: “GO HOME – A CASA LORO”

10 AGOSTO 20:00
CENA POPOLARE ed a seguire
dibattito: “MIGRAZIONI, FRONTIERE, PORTI CHIUSI E CPR ”
Presentazione libro “CIE e complicita delle organizzazioni umanitarie” Ed. sensibili alle foglie.
A cura dell autore Davide Cadeddu
A seguire dj Lawless – reggae – dancehall

11 AGOSTO 20:00
CENA POPOLARE ed a seguire
dibattito “SULLE LOTTE AUTORGANIZZATE NEI DISTRETTI DELL’AGRO-INDUSTRIA”
Con il Comitato Lavoratori delle Campagne
A seguire dj set
Mr Potato
– Hade

CAMPETTO OCCUPATO via dello Splendore Giulianova
Free camping – banchetti – mostre – distro

Posted in antirazzismo, Campetto Occupato.


AGAINST REPRESSION

CALENDARIO INIZIATIVE:

– 25 GIUGNO – PRESENTAZIONE PROGETTO MAIL ART CONTRO LA REPRESSIONE
TORNEO BILIARDINO BENEFIT DETENUTI
PROIEZIONE ALL’APERTO

– 26 GIUGNO – DIBATTITO DL SICUREZZA E REPRESSIONE DI GENERE
Marianna D’ama IN CONCERTO

– 27 GIUGNO – Cannibali e Re PRESENTA LIBRO L’Organizzazione (https://www.facebook.com/events/565521817313202/)
MUSICA POPOLARE CON GLI Allamanù

– 28 GIUGNO – PRESENTAZIONE Rivista Malamente
DIBATTITO LOTTE TERITORIALI
CONCERTO SALIF / GANGE / HADE/ Cuba Cabbal Official

– 29 GIUGNO – PRESENTAZIONE LIBRO “L’INFERNO DEI REGIMI DIFFERENZIATI, a cura di Pagine Contro la Tortura
DIBATTITTO SU REPRESSIONE E DIFFERENZIAZIONE CARCERARIA
CONCERTO Gedo Gi / Abruzzo Criminale / Sin Raza Crew – Sboffella Crew / Serpe in Seno Official
BENEFIT CASSA DI SOLIDARIETA’ LA LIMA
(https://www.inventati.org/rete_evasioni/?p=2313)

30 GIUGNO – ANTIFASCISMO E ANTICAPITALISMO
INTERVENTO DELLA MADRE DI DAX, COMPAGNO UCCISO DAI FASCISTI
INTERVENTI SU ANTIFASCISMO E ANTICAPITALISMO
PRESENTAZIONE “SENZA NUMERO” – GIORNALE PERIODICO ANTIPSICHIATRICO (https://senzanumero.noblogs.org/)
CONCERTO: Punk Ducali / Digos Goat / 217

TUTTI I GIORNI: FREE CAMPING – MURALES – MOSTRE – BANCHETTI – DISTRO

EVENTO FB – CONDIVIDETE, INVITATE, PARTECIPATE:
(https://www.facebook.com/events/459221731489794/)

Posted in Campetto Occupato, casa del popolo.


Con Silvia e Anna

Due nostre compagne, Silvia e Anna, sono in sciopero della fame nel carcere de L’Aquila, per la condizione detentiva a cui sono sottoposte.
Nel carcere aquilano, la gran parte dei detenuti/e sono in regime di 41 bis, un regime ancor più afflittivo e con maggiori restrizioni rispetto alla “normale” detenzione.
Le nostre compagne, pur non stando in 41 bis, ma in un regime carcerario definito AS2 (alta sicurezza), sono costrette a subire lo stesso tipo di detenzione come fossero in 41 bis.
Perché la galera aquilana é finalizzata a quel tipo di tortura istituzionalizzata che é appunto il 41 bis.
SOLIDALI CON SILVIA E ANNA
IN SCIOPERO DELLA FAME.
CHIUDERE L’AS2
NEL CARCERE DE L’AQUILA

Posted in repressione.


No Snam in Tribunale

E’ stato fissato per il prossimo 12 settembre, al tribunale di Sulmona, la prima udienza contro due compagni per il corteo NO SNAM del 21 aprile dello scorso anno nella città ovidiana.
Del corteo già vi avevamo parlato. Vi avevamo detto di come le guardie si erano comportate e della risposta convinta della piazza, alla provocazione sbirresca. Vi avevamo detto di come vi era stata anche una lettera aperta al Movimento No Snam, dopo quella giornata. E di come già vi erano stati dei fogli di via da Sulmona, in seguito a quegli episodi.
Ora, due compagni sono alla sbarra. Uno accusato di imbrattamenti durante il corteo e resistenza durante il fermo, un altro per “minacce a pubblico ufficiale” perché, a detta delle guardie, voleva impedire che il proprio compagno fosse fermato.
Bene, la risposta convinta della piazza alla celere che senza motivo attaccò la manifestazione, la solidarietà mostrata in quell’occasione, solidarietà bella, genuina, di cuore, dovrà anche esserci nella fase processuale contro i compagni.
Perché nelle lotte, la repressione, purtroppo, entra spesso a farci parte.
Imparare a farci i conti. Imparare a ragionare come affrontarla, individualmente e collettivamente.
Farne situazioni per rivendicare le nostre battaglie e rilanciare le nostre istanze..
Sono occasioni che non dobbiamo lasciarci sfuggire ed usare per contrattaccare il nemico, anche laddove esso si sente invincibile e ci crede sottomessi alla sua mercé.

Posted in repressione.


Quando i Potenti si fanno la guerra…

La questione della (ormai paventata, perché sembra rientrata, ma staremo a vedere…) chiusura del traforo del Gran Sasso, è tutta una lotta intestina ai vari poteri, che usano le problematiche e le necessità di migliaia di persone, per entrare in combutta tra di loro.
Strada dei parchi, Ruzzo Reti, Laboratori di fisica nucleare, Magistratura, Politica Statale.
Questi i soggetti, principalmente, di cui si sta parlando.
Strada dei Parchi aveva annunciato la chiusura della galleria paventando un rischio di “reiterazione del reato” per quel che ha causato e causa al bacino idrografico. In tal modo però, ricattando gli altri Poteri, sapendo che tale decisione avrebbe avuto ricadute sul tessuto sociale e ciò sarebbe stato usato come arma di negoziazione. Come, d’altra parte, sta avvenendo in queste ore.
La decisione di Strada del Parchi, ovviamente, non avrebbe in alcun modo influito o risolto sugli annosi problemi che il traforo del Gran Sasso provoca.
Ma sarebbe stato solo un immenso problema per le migliaia di persone che ogni giorno all’alba vanno nell’aquilano a lavorare, e viceversa. E per chiunque avrebbe dovuto attraversare la dorsale appenninica.
Una vera e propria speculazione politica quella che Strada dei Parchi voleva e vuole mettere in campo, quindi.
Però, a tal proposito, tocca fare anche un’autocritica. Non proprio “auto”, ma più in generale.
Su un modo di impostare la “lotta” di cui abbiamo parlato in varie occasioni. Anche ad esempio in relazione al corteo di Teramo sul tema.
Per anni, fino ad oggi, in molti hanno affidato la lotta contro le nocività che creavano il sistema integrato Laboratori-autostrada, al potere giudiziario. Ricorsi, denunce, esposti e via discorrendo…
E la Magistratura, in alcuni casi, ha fatto e fa il suo corso.
Come ha fatto in passato con il sequestro, temporaneo, di parte dei Laboratori e come potrebbe fare, perché no?, con l’autostrada…
E qui sorge il problema: perché il nostro vivere quotidiano è totalmente immerso di alcune necessità (come ad esempio in questo caso la fruibilità di quella autostrada), che farne a meno sarebbe un problema, grande.
Ma questo avviene anche, e soprattutto, laddove le nostre istanze, le nostre lotte, i nostri bisogni, vengono delegati a strutture, poteri altri.
Cosa può saperne, ad esempio, la Magistratura di quelli che sono i nostri veri bisogni?
Di come una situazione può darci o toglierci qualcosa?
Di come una decisione può interferire positivamente o negativamente sulle nostre vite?
Di quali sono i passi che una lotta, reale, compirebbe di volta in volta contro gli oppressori ed i devastatori?
A tali domande, solo chi vive i territori e ne conosce le problematiche può dare delle risposte.
Non chi vorrebbe o potrebbe farlo per noi.
Non chi fa speculazioni (come avvenuto in questo caso) per i propri interessi, sulla pelle di tutti noi.
Perché quando i ricchi ed i potenti si fanno la guerra (come in questo caso per quanto riguarda la chiusura del traforo) sono sempre i poveri a rimetterci….
E se invece, la guerra poi adesso cominciamo a farla noi?

Posted in critica radicale, nocività.