Skip to content


Imbrattata sede Polizia Penitenziaria

Si viene a sapere dalla stampa locale (da cui é presa l’immagine), che questa notte é stata imbrattata con scritte e vernice rossa la sede dell’associazione Polizia Penitenziaria a Giulianova.
Il messaggio é fin troppo chiaro e tende a fare volgere lo sguardo anche da questa parte dell’oceano, a “casa nostra”, laddove le infamie e le violenze delle forze dell’ordine sono all’ordine del giorno, nelle strade così come nelle carceri.
Per questo, nonostante dai mezzi d’informazione locali dicano che lì non ci sia più la sede della penitenziaria, il messaggio che é stato lanciato é fin troppo chiaro e diretto…
E chiunque sia stato, ha fatto bene!!!

Posted in azione diretta.


Tra la pandemia e la vita che cambia

Questa non è la prima pestilenza nella Storia.
Se pestilenza vogliamo chiamare l’infezione da Covid-19.
Circa un secolo fa ci fu una pandemia influenzale, l’influenza spagnola, che fece in tutto il mondo circa 50 milioni di morti, si stima.
Addirittura fece più morti della peste nera che dalla seconda metà del ‘300, si stima che fece circa 20 milioni di vittime. In percentuale di popolazione, senza ombra di dubbio, la peste nera fu un flagello ancor maggiore.
In tutti i casi, le pandemie vanno a colpire i soggetti più deboli da un punto di vista della salute. O meglio, colpiscono tutti, ma su soggetti più deboli esse hanno ricadute ben più gravi. Avvenne per la peste nera, avviene per il coronavirus ed avvenne anche per la pandemia spagnola. Per quest’ultima però (così chiamata -spagnola- perchè lì venne riscontrata, mentre era presente anche negli altri paesi che però cercarono di tenere nascosta la notizia essendo implicati nel conflitto bellico) i soggetti “deboli” non furono rappresentati da anziani o da altre persone debilitate. Ma la grande diffusione avvenne tra le trincee, tra i soldati ammassati nelle trincee, soprattutto negli ultimi periodi del primo conflitto mondiale, dove l’epidemia ebbe diffusione.
L’influenza spagnola falcidiò soldati che erano stati al fronte, i quali, al tempo stesso, divennero veicolo di trasmissione per tutto il pianeta.
Un po’ come oggi è avvenuto e sta avvenendo per volere del Governo e di Confindustria di tenere ammassate le persone nei luoghi di produzione.
Allora era una guerra con le armi, adesso con i profitti… ma sempre di interessi si sta parlando.
Ogni pandemia poi ha avuto ritorni di infezioni molto gravi nel tempo che poi, man mano, sono andate esaurendosi, vuoi per gli sviluppi della medicina, vuoi per le immunità che si sviluppavano, a suon di morti, però.
Ed ogni pandemia ha avuto i suoi capri espiatorio. Nella peste nera furono gli ebrei considerati untori e il paragone con l’oggi non lo faccio che tanto ogni tre giorni ne escono di nuovi, di capri espiatori.
Dalle pandemie però sono stati ricavati insegnamenti e sviluppi anche dal punto di vista scientifico, basti pensare allo sviluppo della medicina dopo la Pesta nera o la crescita del raziocinio in tempi di oscurantismo religioso.
Oggi, invece, stando al becerume politico dominante, sembra andare in altra direzione.
Le pandemie, per concludere, hanno cambiato anche gli assetti sociali e ciò, in relazione anche e soprattutto, agli sviluppi che si facevano da un punto di vista scientifico, come detto.
Un po’ come, per assurdo ma con triste realtà, le guerre rappresentano un volano per l’economia, in particolar modo quella capitalista.
Ma ciò non tolse che, dopo l’influenza spagnola, vi fu un biennio di lotte che portarono l’Italia ad un passo dalla Rivoluzione sociale, il Biennio rosso.
Questo per dire che, da più parti si legge che l’attuale situazione porterà ad uno stravolgimento delle nostre vite.
E’ vero, ma solo nella misura in cui glie lo permetteremo.
Perchè nella contingenza emergenziale chi governa appronta misure per il momento che poi (vorrebbero) valide per sempre.
E tali misure sono nel campo della produttività (nel come farla) e nel controllo.
Se ci sentiamo sospesi nel tempo, in questi giorni, è una sensazione ben compresibile. Ma mentre noi, il nostro futuro adesso non riusciamo neanche ad immaginarcelo, c’è chi già ci sta lavorando da tempo. Con militari, droni, leggi speciali e forze dell’ordine per un futuro prossimo in cui potrebbero avvenire disordini per carenze economiche di molti. E con stili di vita che vorrebbero imporci, per modellarci ancor più per i loro fini di controllo e sottomissione.
Ed in tal caso, non è e non sarà un virus a farci la guerra.

Posted in critica radicale.


Solidarietà a Paska

NON SONO MELE MARCE
Il 17 settembre 2019 si è aperto il processo ai danni del nostro compagno Paska, accusato di resistenza e lesioni aggravate nei confronti dei suoi carcerieri, in occasione di una traduzione.
I due spintoni dati ad alcuni secondini della scorta sono stati la reazione minima al trattamento che, in più occasioni, gli avevano riservato: fa ultimo, nella trasferta del 18 ottobre 2018, una guida da rally del blindato che gli aveva provocato un forte colpo al costato.
D’altra parte, fin dal suo arrivo a La Spezia la direzione carceraria aveva deciso di riservargli in modo arbitrario misure Ancor più restrittive, come rallentamenti della posta, divieti di incontro, isolamento fino al regime differenziato di 14 bis, corredato dal divieto di fare l’aria con gli altri detenuti.
Nulla che ci sorprenda.
Il carcere di La Spezia nel solo anno 2018-19, vanta ben 5 morti, suo circa 230 detenuti, oltre agli atti di autolesionismo e i pestaggi all’ordine del giorno: la normalità di un carcere considerato tra i più progressisti d’Italia.
Ed è, quindi, nel normale svolgimento delle loro funzioni che i secondini della scorta Luigi Viziello e Stefano Cenderelli hanno in seguito riempito di insulti, calci e pugni il nostro compagno.
In un clima di paura e minaccia costante, molti detenuti evitano di parlare delle quotidiane vessazioni per timore di ripercussioni. E anche quando qualcuno decide di non stare alle regole del gioco, ci pensa il personale medico – nel caso di Paska, Gouba Abdelatif e Giuseppe Landini – a portare a compimento l’operato dei picchiatori, liquidando l’accaduto.
Alla richiesta di refertare i segni del pestaggio e di accettarne le conseguenze fisiche, i medici negano l’evidenza e propinano psicofarmaci: l’ennesima arma per piegare la determinazione di chi si ribella.
La vicenda del nostro compagno purtroppo è la normalità del carcere, una storia di ordinaria detenzione.
Le guardie che figurano come parte lesa in questo processo non sono affatto l’eccezione, ma i più coerenti e sinceri rappresentanti di ogni carcere e della sua ragion d’essere.

SOLIDARIETÀ A PASKA
FUOCO ALLE GALERE
TUTTE LIBERE TUTTI LIBERI

Anarchiche e Anarchici

Posted in anarchismo, repressione.


Benefit Op. Scripta Manent

Il 6 settembre 2016 scatta l’operazione Scripta Manent. Su ordine della Procura di Torino vengono arrestati 7 anarchici, 2 dei quali ( Alfredo e Nicola) già in carcere per il ferimento di Adinolfi, AD di Ansaldo Energia. Dopo più di 2 anni, ad aprile 2019, arriva la sentenza di primo grado della Corte d’Assise di Torino nei confronti di 23 imputati. In 5 sono condannati a pene che vanno dai 5 ai 20 anni.
Sempre a fianco di chi a testa alta sfida il dominio di Stato e Capitale.
Sempre per l’azione diretta!

VENERDÌ 17 GENNAIO
BENEFIT OP. SCRIPTA MANENT
ore 18:00 Dibattito ed aggiornamenti
Con alcuni compagni arrestati durante l’inchiesta.
A seguire cena e dj set

CAMPETTO OCCUPATO
Via dello Splendore – Giulianova

Posted in anarchismo, repressione.


ATTACCARE IL NEMICO E’ GIUSTO!

VOLANTINO DISTRIBUITO IL 4 GENNAIO A PESCARA
AL PRESIDIO IN SOLIDARIETÀ CON NICOLETTA DOSIO

ATTACCARE IL NEMICO E’ GIUSTO!

Il 30 dicembre Nicoletta Dosio viene arrestata e portata in carcere a Torino.
Al suo arresto si alzano voci di protesta, sia in Val di Susa, che in tutta Italia.
Viene portata in galera perché condannata ad un anno di reclusione per un’azione del 2012 in Val di Susa, in cui il Movimento No Tav, per protestare contro le autostrade, alzò le sbarre dei caselli, facendo uscire gratuitamente gli automobilisti.
Con Nicoletta sono stati condannati anche altri compagni, ma Nicoletta ha scelto di non scendere a compromessi con lo Stato e la sua giustizia. Infatti avrebbe potuto “beneficiare” di misure alternative al carcere, ma ha scelto di non essere la carceriera di se stessa e di non fare della propria casa una prigione.
Una scelta di coraggio e dignità. Una scelta che ha un valore incredibile in quest’epoca di sottomissione al Potere o alla giustizia dello Stato.
Il coraggio di Nicoletta, la dignità della sua lotta ci parla a tutti e tutte.
Ci dice che ovunque bisogna opporsi alla sopraffazione ed alla devastazione del territorio, ma con i modi ed i mezzi che noi possediamo: quelli delle lotte organizzate dal basso.
La dignità di Nicoletta ci parla anche di azioni, di attacchi, di giorno e di notte, alla luce del sole o nel buio contro il nemico.
E parla a tutti i territori.
Anche dove viviamo.
Ad esempio è stata condannata per un’azione contro le autostrade che, proprio nel nostro territorio in questo periodo sono nell’occhio del ciclone, per quello che ci stan facendo passare.
E l’azione di cui è accusata Nicoletta, con altri/e, ci dà un’indicazione di quel che si può fare. Ma non solo.
Negli anni infatti tante sono state le mobilitazioni, le proteste, le azioni contro chi ci devatsa le vite ed i territori. Basti pensare ai laboratori del Gran Sasso, agli elettrodotti, alla petrolizzazione della costa, o alla paventata centrale Snam.
Negli anni, anche nel nostro territorio, vi sono stati degli arresti, per azioni contro chi voleva devastarci.
In ultimo, in ordine di tempo, due compagni sono sotto processo a Sulmona per il corteo dello scorso anno nella città ovidiana contro Snam. Accusati di due scritte e di aver reagito alla violenza poliziesca a fine corteo. Oltre il processo, ai due, già era stato dato il foglio di via per tre anni.
Questo per dire che il nemico non ci fa sconti, da nessuna parte.
E che non dobbiamo più fare l’errore, come fatto sempre più spesso, di delegare le nostre lotte ai tribunali. La giustizia è qualcosa che dobbiamo costruire e rivendicare con i nostri percorsi di lotta.
Come Nicoletta, con le sue scelte, il suo coraggio, la sua dignità, ci sta dimostrando.

NICOLETTA LIBERA! TUTTE/I LIBERE/I

Ribelli/e… per natura

Posted in repressione, volantini e manifesti.


Un saluto solidale ai detenuti di Pescara

Il carcere di Pescara, da mesi, è al centro delle cronache locali per quel che avviene al suo interno.
Proteste, risse, scontri con le guardie, suppellettili incendiate in segno di protesta. Il sovraffollamento all’interno è su numeri inauditi: ci sono oltre quattrocento detenuti, a fronte di circa 270 “previsti”.
Purtoppo le cronache che escono dal carcere, vengono fuori dalla voce dei secondini, tramite i loro rapprsentanti, che poi vengono diffuse da comunicati stampa che tutti riprendono.
Ma come vanno le cose all’interno del carcere è ben difficile saperlo, se non immaginarlo. Se non dalla voce stessa dei detenuti.
Per questo, venerdì sera, 20 dicembre, dei solidali sono andati fuori le mura del carcere pescarese a portare solidarietà ai reclusi. Proprio il giorno i cui le cronache locali riportovano delle nuove tensioni all’interno della prigione.
Proprio in un periodo, quello festivo, che la reclusione si fa maggiormente sentire per chi è detenuto.
E’ stato affisso uno striscione di solidarietà ai detenuti, sparati fuochi d’artificio ed accese diverse torce che hanno attirato, non poco, l’attenzione dei passanti in macchina, dal momento che la struttura pescarese si trova in centro città.
A grida di libertà dei solidali, i detenuti hanno risposto con altrettante grida di ringraziamenti e “Grandi ragazzi!”.
Quindi vi è stata una grande comunicazione tra dentro e fuori quelle mura infami, e per un po’ sono stati riscaldati il cuore e gli animi di chi vive in una cella, costretti a continue vessazioni ed alla narrazione mediatica che descrive le guardie sempre come povere vittime.
Per un po’, per un breve momento nel periodo pre natalizio, questo isolamento è stato rotto e, con esso, la narrazione attorno al carcere pescarese.

Posted in anticarceraria.


Un’altra perquisizione

Stamattina, alle prime luci del giorno, cinque agenti della Questura di Teramo ha fanno una nuova perquisizione a casa di un compagno nel capoluogo aprutino. Senza un mandato, ma con il 41 tulps che gli permette di entrare e perquisire a piacimento. Dopo una mezz’ora ed aver rovistato in casa del compagno, gli sgherri sono andati via, lasciando un foglio con l’esito negativo della perquisizione. I soliti metodi spiccioli che usano per intimorire, che ci ricordano come si muove, ogni giorno, lo Stato democratico.

Posted in repressione.


Presentazione: “Sbirri!”

22.12.19 ore 18:00
Presentazione libro “Sbrirri!” di Marco Sommariva
con l’editore della casa editrice “More nocturne Books”
A seguire cena e Dj set

“Sbirri! raccoglie frasi di scrittori di tutto il mondo, pubblicate negli ultimi centosettant’anni ed aventi come oggetto le forze dell’ordine, dalla jugendpolizei citata da Anna Frank nel suo Diario, ai poliziotti ausiliari di Patrick Modiano, dai carabinieri di Beppe Fenoglio, ai carabineros di Roberto Bolano, dalla policia di Jim Shepard, ai gendarmi di Carlo Collodi, dagli sbirri di Jean Patrick Manchette, a quelli di Paco Ignacio Taibo II. Ne scaturisce un quadro a tinte fosche, molto differente da quanto ci raccontano da lustri fiction televisive e notiziari accuratamente telecomandati; a dipingere questa tela oscura sono autori come Camus, Chatwin, Conrad, Kafka, Kipling, London, Orwell, Remarque, Simenon, Steinbeck, Yourcenar, Zola, solo per citarne alcuni fra gli oltre cento presenti. Insieme ai fini di critica, discussione e ricerca, questa raccolta di citazioni vuole portare alla luce stralci di Storia troppo spesso dimenticati, e lucide e alternative osservazioni di autori capaci di preannunciare con largo anticipo a quale catastrofe sociale stavamo andando incontro.”

Campetto Occupato
Via dello Splendore – Giulianova

Posted in Campetto Occupato, repressione.


DASPO URBANO

DASPO URBANO
Cosa prevede – A chi può essere applicato
Da quali politiche scaturisce – Come contrastarlo

Con Osservatorio Repressione tratteremo questi temi ed entreremo nel merito delle questioni.
DOMENICA 15 DICEMBRE ore 18:00
a seguire Cena e Dj set

Campetto Occupato
via dello Splendore – Giulianova

Posted in Campetto Occupato, repressione.


Ancora in Tribunale

Il prossimo 18 dicembre inizierà un nuovo processo a Teramo contro due compagni. L’ennesimo.
Questo riguarda uno dei presidi di solidarietà fuori il tribunale teramano, per udienze (in cui era imputato anche Paska) per la contestazione alla banda della polizia a Giulianova.
In uno di quei presidi all’esterno del tribunale, che erano tali solo perché le guardie hanno impedito ogni volta di poter entrare in tribunale a salutare un nostro compagno tutt’ora recluso, vi è stato un po’ di parapiglia con la celere.
Raccontata quella giornata in un nostro articolo ed ingigantita dai mezzi di comunicazione che, come ben noto, speculano su tali episodi.
Quel processo poi, si è concluso con l’assoluzione dei due compagni, ed ora quindi se ne apre un altro per quel che è avvenuto lì fuori. Tra l’altro, proprio per quella giornata, già furono dati diversi fogli di via da Teramo.
Il procedimento quindi che inizierà il prossimo 18 dicembre, vede alla sbarra due compagni, per i reati di oltraggio e resistenza, per una giornata di provocazioni sbirresche ed assurdi corpo a corpo ingaggiati dalla celere, e pompata dai pennivendoli al servizio dell’oppressore.

Posted in repressione.