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Un’altra perquisizione

Stamattina, alle prime luci del giorno, cinque agenti della Questura di Teramo ha fanno una nuova perquisizione a casa di un compagno nel capoluogo aprutino. Senza un mandato, ma con il 41 tulps che gli permette di entrare e perquisire a piacimento. Dopo una mezz’ora ed aver rovistato in casa del compagno, gli sgherri sono andati via, lasciando un foglio con l’esito negativo della perquisizione. I soliti metodi spiccioli che usano per intimorire, che ci ricordano come si muove, ogni giorno, lo Stato democratico.

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Presentazione: “Sbirri!”

22.12.19 ore 18:00
Presentazione libro “Sbrirri!” di Marco Sommariva
con l’editore della casa editrice “More nocturne Books”
A seguire cena e Dj set

“Sbirri! raccoglie frasi di scrittori di tutto il mondo, pubblicate negli ultimi centosettant’anni ed aventi come oggetto le forze dell’ordine, dalla jugendpolizei citata da Anna Frank nel suo Diario, ai poliziotti ausiliari di Patrick Modiano, dai carabinieri di Beppe Fenoglio, ai carabineros di Roberto Bolano, dalla policia di Jim Shepard, ai gendarmi di Carlo Collodi, dagli sbirri di Jean Patrick Manchette, a quelli di Paco Ignacio Taibo II. Ne scaturisce un quadro a tinte fosche, molto differente da quanto ci raccontano da lustri fiction televisive e notiziari accuratamente telecomandati; a dipingere questa tela oscura sono autori come Camus, Chatwin, Conrad, Kafka, Kipling, London, Orwell, Remarque, Simenon, Steinbeck, Yourcenar, Zola, solo per citarne alcuni fra gli oltre cento presenti. Insieme ai fini di critica, discussione e ricerca, questa raccolta di citazioni vuole portare alla luce stralci di Storia troppo spesso dimenticati, e lucide e alternative osservazioni di autori capaci di preannunciare con largo anticipo a quale catastrofe sociale stavamo andando incontro.”

Campetto Occupato
Via dello Splendore – Giulianova

Posted in Campetto Occupato, repressione.


DASPO URBANO

DASPO URBANO
Cosa prevede – A chi può essere applicato
Da quali politiche scaturisce – Come contrastarlo

Con Osservatorio Repressione tratteremo questi temi ed entreremo nel merito delle questioni.
DOMENICA 15 DICEMBRE ore 18:00
a seguire Cena e Dj set

Campetto Occupato
via dello Splendore – Giulianova

Posted in Campetto Occupato, repressione.


Ancora in Tribunale

Il prossimo 18 dicembre inizierà un nuovo processo a Teramo contro due compagni. L’ennesimo.
Questo riguarda uno dei presidi di solidarietà fuori il tribunale teramano, per udienze (in cui era imputato anche Paska) per la contestazione alla banda della polizia a Giulianova.
In uno di quei presidi all’esterno del tribunale, che erano tali solo perché le guardie hanno impedito ogni volta di poter entrare in tribunale a salutare un nostro compagno tutt’ora recluso, vi è stato un po’ di parapiglia con la celere.
Raccontata quella giornata in un nostro articolo ed ingigantita dai mezzi di comunicazione che, come ben noto, speculano su tali episodi.
Quel processo poi, si è concluso con l’assoluzione dei due compagni, ed ora quindi se ne apre un altro per quel che è avvenuto lì fuori. Tra l’altro, proprio per quella giornata, già furono dati diversi fogli di via da Teramo.
Il procedimento quindi che inizierà il prossimo 18 dicembre, vede alla sbarra due compagni, per i reati di oltraggio e resistenza, per una giornata di provocazioni sbirresche ed assurdi corpo a corpo ingaggiati dalla celere, e pompata dai pennivendoli al servizio dell’oppressore.

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Condanne per la contestazione a Minniti al Fla

In questi giorni sono arrivati dei decreti penali di condanna per la contestazione a Minniti dello scorso anno al Fla di Pescara.
Il decreto penale è un procedimento speciale con cui si salta sia l’udienza preliminare sia il dibattimento. E’ disposto dal giudice su richiesta del pubblico ministero quando quest’ultimo ritenga che possa essere applicata esclusivamente una pena pecuniaria anche se in sostituzione di pena detentiva. Contro di esso, poi si può far opposizione e ciò prevede diverse variabili che non è interesse spiegare qui.
Quel che invece interessa sottolineare, è come l’uso del decreto penale sia sempre più frequente da parte delle Procure che in tal modo ottengono condanne con celerità.
Nel caso specifico della contestazione a Minniti, le condanne sono per otto compagni/e, a 15 giorni di reclusione ciascuno, commutati in pena pecuniaria di circa 1700 euri a testa.
Per tutti/e pena sospesa, tranne per un compagno (non potendo più “beneficiare” della sospensione della pena) essa diventa esecutiva.
Ai/lle compagni/e viene contestato il fatto di essere andati fuori lo spazio MATTA, con uno striscione che recitava “MINNITI, SALVINI, FACCE DIVERSE STESSI AGUZZINI”, aver acceso un fumogeno ed aver intonato cori contro MINNITI, SALVINI e la Digos, nonostante, dicono, le “forze dell’ordine li abbiano diffidati a desistere dalla manifestazione di cui non avevano dato avviso”.
Le considerazioni al riguardo sono abbastanza scontate.
Soprattutto in relazione a chi, come in questo caso Minniti, si è posto come apripista delle politiche autoritarie e repressive che molti lamentano con l’avvento poi di Salvini.
Si sa bene, quindi, le politiche statali che direzione hanno al riguardo e che attenzione danno, come in questo caso, ad una semplice contestazione.
Con sbirri e procura diligenti nell’emanare condanne nei confronti di chi, ancora oggi, scende nelle strade per contrastare, o cercare di farlo, i nostri aguzzini.
E mentre chi lotta, ancora oggi, rischiando sulla propria pelle, è nel giusto ed è da sprone per tutti gli altri, chi reprime, come in questo caso, rincorrendo condanne, è nel ridicolo e merita lo scherno.
Oltre che l’odio!

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Processo per l’azione contro la Lega

E’ stata fissata per il prossimo 11 febbraio, al tribunale di Teramo, l’udienza contro un compagno per l’azione contro un banchetto della Lega a Giulianova, l’estate scorsa. Per tale episodio vi era stata anche una perquisizione a casa di un compagno.
Da principio erano stati notificati fogli di inizio indagine anche ad altri/e ma, a quanto pare, la notifica del processo solo ad un compagno. Perchè, si legge nelle carte, “in concorso con altre persone non ancora identificate, in luogo pubblico durante una manifestazione leghista, li minacciavano e deterioravano il banchetto, la bacheca e il gazebo, prendendoli a calci e rovesciando tutto a terra”.
Ovviamente, non sappiamo chi sia stato a fare questa azione e, sinceramente, non ci interessa neanche saperlo.
Quel che però sappiamo per certo, come ribadito in altre occasioni, è che chiunque sia stato ha fatto bene!
Perchè all’avanzata reazionaria e repressiva si risponde anche e soprattutto così e tali azioni, non solo ci rincuorano, ma danno delle indicazioni a tutti gli uomini e le donne di buon cuore che non sopportano più certe politiche infami. E chi andrà a processo per tali azioni, ci andrà a testa alta, convinto delle sue idee, dei suoi principi di solidarietà, lealtà ed odio contro le gerarchie.
Per questo, se i nostri compagni indagati sono innocenti, va tutta la nostra solidaretà.
Ma se sono colpevoli, la nostra solidarietà va ancor di più!
La nostra solidarietà e complicità.

Posted in antifascismo, repressione.


STATO ASSASSINO

DICEMBRE 1969:
STRAGE DI STATO, ASSASSINIO DI PINELLI
Per conoscere il passato ed il presente, per combattere un nemico che è sempre lo stesso.
Incontro con Pasquale Lello Valitutti, a partire da quel che avvenne nella Questura di Milano nel dicembre ’69, in cui Lello era presente, e poi le lotte negli anni successivi ed arrivare all’oggi.
A cinquant’anni di distanza i compagni e le compagne non dimenticano!

DOMENICA 1 DICEMBRE ORE
INCONTRO CON PASQUALE VALITUTTI
ore 20:00 CENA
A seguire dibattito
CAMPETTO OCCUPATO – Via dello Splendore, Giulianova

 

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Cosa sta avvenendo in Rojava?

COSA STA AVVENENDO NEL ROJAVA?
Dibattito sulla situazione Kurda.
Dall’offensiva turca dello scorso mese, i riflettori sulla situazione kurda, nella Siria del nord, sembrano essersi abbassati.
In realtà l’opera omicida ed infame di Erdogan e dell’esercito turco continua, con tutto ciò che questo vuol dire e ciò che comporta come conseguenze in quei territori.
Ne parleremo con compagni/e che sono o sono stati sul campo e conoscono molto bene la situazione attuale ed il progetto di autogoverno che è in atto, nella Siria del nord, da parte dei Kurdi.

Ore 20:00 Cena
A seguire dibattito con
– GABAR – combattente Ypg
– EZEL ALCU – collaboratrice di Uiki (Ufficio informazioni Kurdistan in Italia)

Posted in Campetto Occupato, qui è altrove.


Sentenza per il corteo No Snam di Sulmona

Il prossimo 10 dicembre a Sulmona vi sarà un’altra udienza contro due compagni per il corteo di un anno e mezzo fa nella città ovidiana contro la centrale Snam.
Probabilmente sarà l’ultima udienza, perché, a quanto pare, vogliono andare subito a sentenza.
Ricordiamo i fatti: a fine corteo un numero spropositato di guardie si lancia su un compagno, afferrandolo con forza, con la scusa dei documenti. La risposta della piazza, di parte di essa, é decisa e nasce qualche scaramuccia con la celere.
Il compagno verrà poi denunciato per resistenza, insieme ad un altro accorso in suo aiuto come tanti altri.
Il processo sarà per tali questioni.
Ai due, inoltre, verranno fin da subito dati dei fogli di via da Sulmona per la durata di tre anni.
Fin dal primo momento, però, abbiamo notato indifferenza e fastidio da parte di situazioni territoriali, in particolar modo da parte dei cosiddetti “movimenti ambientalisti”, nei confronti di tale situazione.
Ci ricordiamo bene, ad esempio, le parole di infamia dette dal palco, disconoscendo i compagni che si fronteggiavano con le guardie a fine di quel corteo.
Ci ricordiamo molto bene l’atteggiamento osteggiate da parte di alcuni professoroni dell’ambientalismo nei confronti nostri e delle nostre realtà, arrivando ad usare mezzucci ed ad “invitare” ragazzi più giovani a non frequentarci.
Ricordiamo anche l’indifferenza nei confronti di tale processo, nonostante nell’ultimo anno e mezzo le abbiamo tentate tutte per spiegarla e per cercare di costruire percorsi di lotta…
Ma niente!
Ed é per questo che oggi usciamo con questo scritto e non l’abbiamo mai fatto prima.
Perché avevamo la speranza, e forse l’illusione, che tale situazione servisse per fare crescere la solidarietà e le considerazioni tra le parti in campo. Che aprisse dei varchi, nei dibattiti e nelle pratiche.
Che creasse complicità e rinnovate voglie di lottare…
Ma niente!
Silenzio, da parte dei più, come se niente fosse.
E tali parole non sono per noi, ma anche per lo sviluppo della lotta.
Perché qualora il progetto Snam dovesse andare avanti (come pare andare), situazioni come quelle vissute alla fine del corteo di Sulmona, saranno, se vi sarà una lotta, all’ordine del giorno.
Allora lí, sarà più difficile fare finta di niente o voltarsi dall’altra parte, come sta avvenendo adesso.
E ci auguriamo che ciò non avvenga e che non si perda un’altra occasione di lottare e di parlare della violenza di chi vuole imporre progetti distruttivi.
Come l’occasione che si sta perdendo per questo processo.
Come la solidarietà che non deve mai mancare, a prescindere da diverse vedute, nelle lotte e nella repressione.

Gli imputati
Sempre a testa alta

Posted in nocività, repressione.


Cena autofinanziamento

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