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Condanne per la contestazione a Minniti al Fla

In questi giorni sono arrivati dei decreti penali di condanna per la contestazione a Minniti dello scorso anno al Fla di Pescara.
Il decreto penale è un procedimento speciale con cui si salta sia l’udienza preliminare sia il dibattimento. E’ disposto dal giudice su richiesta del pubblico ministero quando quest’ultimo ritenga che possa essere applicata esclusivamente una pena pecuniaria anche se in sostituzione di pena detentiva. Contro di esso, poi si può far opposizione e ciò prevede diverse variabili che non è interesse spiegare qui.
Quel che invece interessa sottolineare, è come l’uso del decreto penale sia sempre più frequente da parte delle Procure che in tal modo ottengono condanne con celerità.
Nel caso specifico della contestazione a Minniti, le condanne sono per otto compagni/e, a 15 giorni di reclusione ciascuno, commutati in pena pecuniaria di circa 1700 euri a testa.
Per tutti/e pena sospesa, tranne per un compagno (non potendo più “beneficiare” della sospensione della pena) essa diventa esecutiva.
Ai/lle compagni/e viene contestato il fatto di essere andati fuori lo spazio MATTA, con uno striscione che recitava “MINNITI, SALVINI, FACCE DIVERSE STESSI AGUZZINI”, aver acceso un fumogeno ed aver intonato cori contro MINNITI, SALVINI e la Digos, nonostante, dicono, le “forze dell’ordine li abbiano diffidati a desistere dalla manifestazione di cui non avevano dato avviso”.
Le considerazioni al riguardo sono abbastanza scontate.
Soprattutto in relazione a chi, come in questo caso Minniti, si è posto come apripista delle politiche autoritarie e repressive che molti lamentano con l’avvento poi di Salvini.
Si sa bene, quindi, le politiche statali che direzione hanno al riguardo e che attenzione danno, come in questo caso, ad una semplice contestazione.
Con sbirri e procura diligenti nell’emanare condanne nei confronti di chi, ancora oggi, scende nelle strade per contrastare, o cercare di farlo, i nostri aguzzini.
E mentre chi lotta, ancora oggi, rischiando sulla propria pelle, è nel giusto ed è da sprone per tutti gli altri, chi reprime, come in questo caso, rincorrendo condanne, è nel ridicolo e merita lo scherno.
Oltre che l’odio!

Posted in repressione.


Processo per l’azione contro la Lega

E’ stata fissata per il prossimo 11 febbraio, al tribunale di Teramo, l’udienza contro un compagno per l’azione contro un banchetto della Lega a Giulianova, l’estate scorsa. Per tale episodio vi era stata anche una perquisizione a casa di un compagno.
Da principio erano stati notificati fogli di inizio indagine anche ad altri/e ma, a quanto pare, la notifica del processo solo ad un compagno. Perchè, si legge nelle carte, “in concorso con altre persone non ancora identificate, in luogo pubblico durante una manifestazione leghista, li minacciavano e deterioravano il banchetto, la bacheca e il gazebo, prendendoli a calci e rovesciando tutto a terra”.
Ovviamente, non sappiamo chi sia stato a fare questa azione e, sinceramente, non ci interessa neanche saperlo.
Quel che però sappiamo per certo, come ribadito in altre occasioni, è che chiunque sia stato ha fatto bene!
Perchè all’avanzata reazionaria e repressiva si risponde anche e soprattutto così e tali azioni, non solo ci rincuorano, ma danno delle indicazioni a tutti gli uomini e le donne di buon cuore che non sopportano più certe politiche infami. E chi andrà a processo per tali azioni, ci andrà a testa alta, convinto delle sue idee, dei suoi principi di solidarietà, lealtà ed odio contro le gerarchie.
Per questo, se i nostri compagni indagati sono innocenti, va tutta la nostra solidaretà.
Ma se sono colpevoli, la nostra solidarietà va ancor di più!
La nostra solidarietà e complicità.

Posted in antifascismo, repressione.


STATO ASSASSINO

DICEMBRE 1969:
STRAGE DI STATO, ASSASSINIO DI PINELLI
Per conoscere il passato ed il presente, per combattere un nemico che è sempre lo stesso.
Incontro con Pasquale Lello Valitutti, a partire da quel che avvenne nella Questura di Milano nel dicembre ’69, in cui Lello era presente, e poi le lotte negli anni successivi ed arrivare all’oggi.
A cinquant’anni di distanza i compagni e le compagne non dimenticano!

DOMENICA 1 DICEMBRE ORE
INCONTRO CON PASQUALE VALITUTTI
ore 20:00 CENA
A seguire dibattito
CAMPETTO OCCUPATO – Via dello Splendore, Giulianova

 

Posted in anarchismo, Campetto Occupato.


Cosa sta avvenendo in Rojava?

COSA STA AVVENENDO NEL ROJAVA?
Dibattito sulla situazione Kurda.
Dall’offensiva turca dello scorso mese, i riflettori sulla situazione kurda, nella Siria del nord, sembrano essersi abbassati.
In realtà l’opera omicida ed infame di Erdogan e dell’esercito turco continua, con tutto ciò che questo vuol dire e ciò che comporta come conseguenze in quei territori.
Ne parleremo con compagni/e che sono o sono stati sul campo e conoscono molto bene la situazione attuale ed il progetto di autogoverno che è in atto, nella Siria del nord, da parte dei Kurdi.

Ore 20:00 Cena
A seguire dibattito con
– GABAR – combattente Ypg
– EZEL ALCU – collaboratrice di Uiki (Ufficio informazioni Kurdistan in Italia)

Posted in Campetto Occupato, qui è altrove.


Sentenza per il corteo No Snam di Sulmona

Il prossimo 10 dicembre a Sulmona vi sarà un’altra udienza contro due compagni per il corteo di un anno e mezzo fa nella città ovidiana contro la centrale Snam.
Probabilmente sarà l’ultima udienza, perché, a quanto pare, vogliono andare subito a sentenza.
Ricordiamo i fatti: a fine corteo un numero spropositato di guardie si lancia su un compagno, afferrandolo con forza, con la scusa dei documenti. La risposta della piazza, di parte di essa, é decisa e nasce qualche scaramuccia con la celere.
Il compagno verrà poi denunciato per resistenza, insieme ad un altro accorso in suo aiuto come tanti altri.
Il processo sarà per tali questioni.
Ai due, inoltre, verranno fin da subito dati dei fogli di via da Sulmona per la durata di tre anni.
Fin dal primo momento, però, abbiamo notato indifferenza e fastidio da parte di situazioni territoriali, in particolar modo da parte dei cosiddetti “movimenti ambientalisti”, nei confronti di tale situazione.
Ci ricordiamo bene, ad esempio, le parole di infamia dette dal palco, disconoscendo i compagni che si fronteggiavano con le guardie a fine di quel corteo.
Ci ricordiamo molto bene l’atteggiamento osteggiate da parte di alcuni professoroni dell’ambientalismo nei confronti nostri e delle nostre realtà, arrivando ad usare mezzucci ed ad “invitare” ragazzi più giovani a non frequentarci.
Ricordiamo anche l’indifferenza nei confronti di tale processo, nonostante nell’ultimo anno e mezzo le abbiamo tentate tutte per spiegarla e per cercare di costruire percorsi di lotta…
Ma niente!
Ed é per questo che oggi usciamo con questo scritto e non l’abbiamo mai fatto prima.
Perché avevamo la speranza, e forse l’illusione, che tale situazione servisse per fare crescere la solidarietà e le considerazioni tra le parti in campo. Che aprisse dei varchi, nei dibattiti e nelle pratiche.
Che creasse complicità e rinnovate voglie di lottare…
Ma niente!
Silenzio, da parte dei più, come se niente fosse.
E tali parole non sono per noi, ma anche per lo sviluppo della lotta.
Perché qualora il progetto Snam dovesse andare avanti (come pare andare), situazioni come quelle vissute alla fine del corteo di Sulmona, saranno, se vi sarà una lotta, all’ordine del giorno.
Allora lí, sarà più difficile fare finta di niente o voltarsi dall’altra parte, come sta avvenendo adesso.
E ci auguriamo che ciò non avvenga e che non si perda un’altra occasione di lottare e di parlare della violenza di chi vuole imporre progetti distruttivi.
Come l’occasione che si sta perdendo per questo processo.
Come la solidarietà che non deve mai mancare, a prescindere da diverse vedute, nelle lotte e nella repressione.

Gli imputati
Sempre a testa alta

Posted in nocività, repressione.


Cena autofinanziamento

Posted in Campetto Occupato.


Benefit Op. Lince

Da anni in Sardegna le persone lottano contro l’occupazione militare, che ruba la terra, sfregia l’ambiente e fa da sponda alle guerre imperialiste in giro per il mondo.
Individui e realtà eterogenee che vivono la Sardegna si sono rifiutati di abituarsi al colonialismo dell’isola, benché la repressione dello Stato sia, come per sua natura, infame e impietosa.
A cinque compagn* è stato contestato il 270bis (associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico), altr* 40 sono stati denunciati per reati minori. Questo in seguito ai cortei di Capo Frasca (2014), Decimomannu (2015), Salto di Quirra (2017), per l’instancabile mobilitazione contro l’occupazione militare della Sardegna.
Al momento nessuno è stato arrestato e il giudice non ha ritenuto ci fossero gli estremi per alcuna misura cautelare, sebbene la determinazione di colpire i/le sovversiv* sia implacabile. Infatti, proprio in questi giorni, contro cinque compagn* è stata richiesta la “sorveglianza speciale”
Lo scorso 12 ottobre, a più di un anno di distanza, i/le compagn* sono tornati alla base militare Nato di Capo Frasca, non solo per esprimere la solidarietà a coloro che sono inciampati nella legge, ma per rilanciare l’attacco agli sfruttatori e ai guerrafondai, per un sentimento anti-coloniale impresso a fuoco nella cultura sarda, che non può essere annientato sotto lo stivale dello Stato.

SABATO 26.10.2019
BENEFIT PER LE COMPAGNE ED I COMPAGNI
DALLE 18.30
– ASSEMBLEA SULLA LOTTA NO BASI
– CENA
– DJ SET PIKKIO

Posted in antimilitarismo, Campetto Occupato, repressione.


Processo per il corteo per il Campetto

Non avevamo finito di raccontare l’assoluzione per due compagni (tra cui Paska), per la contestazione alla banda della Polizia, a Giulianova di tre anni fa, che è stata fissata la prima udienza, il prossimo 4 febbraio, contro cinque compagni e compagne, per il corteo in seguito all’incendio del Campetto Occupato, sempre a Giulianova, ma due anni fa.
Contro i cinque le accuse sono diverse: lancio di oggetti, accensioni pericolose, imbrattamento ed ovviamente il “concorso”, nonché (dal testo unico in materia di pubblica sicurezza del 1931…) il non aver rispettato le imposizioni della Questura per quanto riguardava le modalità e lo svolgersi del corteo.
Ricordiamo che il corteo era avvenuto a seguito dell’incendio che aveva distrutto, nel settembre di due anni fa, lo stabile del Campetto Occupato, e con esso gli oggetti che vi erano dentro, i servizi, gli impianti oltre che centinaia tra libri ed opuscoli in distribuzione. E, per puro caso, nessuno in quell’occasione fortunatamente si fece male.
Ricordiamo, inoltre, che per quel corteo, già erano stati comminati diversi fogli di via da Giulianova.
Ma ricordiamo soprattutto, che se con quest’ennesimo processo pensano di spaventarci o fermarci, come sempre… si sbagliano di grosso!

Posted in Campetto Occupato, repressione.


Assolti per la contestazione alla Polizia

Si è concluso nel primo pomeriggio, con l’assoluzione di due compagni (tra cui Paska), il processo che li vedeva imputati per la contestazione alla banda della Polizia, a Giulianova, tre anni fa.
I reati a loro contestati erano diversi, tra cui oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. E le richieste erano di un anno per Paska e di un anno e quattro mesi per un altro compagno.
Anche per questa udienza, come per le altre, il tribunale teramano è stato presidiato da carabinieri e polizia anche con il reparto antisommossa.
Come detto poi, tra i famelici giornalisti di provincia pronti allo scoop nella sonnolenta provincia, presenti fin dalla mattina, è arrivata l’assoluzione.
Qualche considerazione a caldo al riguardo:
In tutte le udienze la Questura teramana ha allestito un apparato enorme di controllo, teso a provocare chi esprimeva solidarietà. Basta ricordare ad esempio, gli assurdi corpo a corpo che la celere ha messo in campo l’estate scorsa durante un’udienza, che sono costati a compagne e compagni altri fogli di via e procedimenti giudizari. O la volta seguente, con un altrettanto apparato repressivo.
Poi, per quanto riguarda il processo, fin da subito è apparsa la forzatura che “uomini” della Digos hanno fatto nelle testimonianze, gonfiando il tutto e chiedendo anche il risarcimento come “parti civili”. Per il processo però, tocca sottolineare un aspetto: le varie udienze sono state vissute anch’esse come parti politiche di una lotta, tra presidi e dichiarazioni spontanee, in cui si rivendicava sia l’azione, sia il fatto che gli sbirri sono degli ASSASSINI.
Questo passaggio ci dice molto anche su come affrontare i processi: non necessariamente si deve stare sulla difensiva, anche nei comunicati, cercando ad esempio di giustificarsi da qualche capo di accusa.
Si può anche dire la propria…. E venire assolti!
E questo, si badi bene, non è certo un elogio delle democraticità della giustizia, anzi!
E’ semplicemente uno spiraglio ed una possibilità che c’è (sebben remota) anche in contesti in cui siamo totalmente (o sembriamo essere) nelle mani del nemico.
Certo, poi ci sono processi e processi. E questo di cui stiam parlando alla fine è ben poca cosa.
Così come, ci sono modi e modi per “contrattaccare”, anche in fase giudiziaria.
Oggi ne abbiamo semplicemente raccontato uno, minimo.
E non è certo una vittoria!
Perchè se è vero che avere qualche annetto in meno di condanna sul groppone, fa sempre comodo, è altrettanto vero che ci sono compagni e compagne ancora rinchiusi nelle galere.
A partire proprio da Paska, che dopo la sentenza è tornato ai domiciliari, con tutte le restrizioni (senza poter vedere nessuno quindi), con una condanna di quasi dieci anni sul groppone per il processo di Firenze.
Negli abbracci di oggi, non c’era la gioia per l’assoluzione odierna.
Non solo quella, almeno.
Ma c’era la promessa e l’impegno che tutti i compagni e le compagne sotto le mani del nemico, non dovranno mai esser lasciati soli.
E questo ce lo dobbiamo ricordare tutti e tutte

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Benefit prigionieri “Operazione Panico”

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