Skip to content


Dieci anni

Dieci anni fa, usciva il numero 0 di F(r)eccia – pagine di anarchismo e critica radicale, grazie ad un piccolo gruppo di compagni. Per i primi quattr’anni, il giornale, è stato un mensile diffuso solo sul cartaceo e distribuito in tutta Italia… a chi lo chiedeva, ovviamente. Per il restante tempo, il mensile si è trasformato in questo sito, continuando a fare quel che faceva prima. Per questo giornale dei compagni son stati indagati e processati per “istigazione a delinquere” e “propaganda sovversiva” (reato, quest’ultimo, che è stato tolto dal codice penale). Per i dieci anni, riproponiamo la copertina del numero 0 e l’articolo che introduceva queste pagine, perchè, in fondo in fondo, quel che ci muove è lo stesso da cui partimmo…

LUNGA VITA ALL’ANARCHISMO

F(R)eccia nasce dalla situazione del Laboratorio Anarchico “Il Mulino” a Montorio al Vomano (Te), tant’è che queste pagine sarebbero dovute uscire mesi addietro, ma perquisizioni, sequestri e vicissitudini varie ne hanno complicato di volta in volta la realizzazione. “Il Mulino” nel frattempo è stato fatto chiudere dai vari apparati statali, in sintonia tra loro, con la spinta essenziale della questura di Teramo. Continued…

Posted in anarchismo, critica radicale.


Via da qua!

I mezzi di informazione del regime democratico ci mostrano continuamente un nemico (immigrazione, terrorismo, criminalità) con l’arroganza di farci credere che leda le nostre Libertà.
Ma chi realmente mette a repentaglio la nostra Libertà?
Di che Libertà stiamo poi parlando?
Parola d’ordine del periodo in cui viviamo è sicuramente SICUREZZA.
In particolare l’attuale ministro dell’interno Minniti ha stipulato un omonimo decreto. Questo, dando più potere in mano a sindaci e questori, permette loro di limitare realmente la libertà, attraverso l’uso del FOGLIO DI VIA e del DASPO URBANO, delle persone ritenute “indesiderate” e “pericolose”, bandendole da alcune zone della città per periodi più o meno lunghi. Non importa che tu sia un compagno, un uomo, una donna, se ti stia ribellando per scelta individuale, collettiva o per istintiva resistenza: se porti calore, saluti e musica ai detenuti di un carcere, se rispondi a tono ai soprusi delle guardie per strada, se ti beccano a rubare pioveranno fogli di via, obblighi di dimora, restrizioni domiciliari e controllo sempre più oppressivo e tecnologizzato.
Un ottimo mix di politica anti-degrado (pulizia) e di politica anti-criminalità (polizia).
Cosa si nasconde sotto tutto questo?
Una guerra.
Una guerra portata avanti contro chi vive in maniera non concessa dal capitale.
Una guerra che crea solitudine tra le persone e spezza in anticipo qualsiasi forma di solidarietà.
Una guerra cavalcata da nazisti, fascisti e squadristi di ogni sorta che fomentano l’ odio razziale.
Non a caso a Spinetoli, nella notte di capodanno, è stata incendiata una palazzina destinata ad accogliere ragazzi migranti.
Allora chi è realmente il nostro nemico?
L’ indifferenza porterebbe a rendere normale tutto questo e resistere all’ennesima cancellazione delle poche libertà che ci rimangono da difendere è un dovere che come compagni e compagne sentiamo.
Non vogliamo essere portati via da qua né essere costrette a rimanere! Proprio come vorremmo fossero liberi di muoversi e migrare i tanti e le tante che da sempre attraversano mari, deserti e montagne, ognuno con il proprio motivo.

DOMENICA 21 GENNAIO ORE 18

INCONTRO E DISCUSSIONE CON LA RETE EVASIONI (Roma) PIU CENA OFFERTA LIBERA

CASA DEL POPOLO GIULIANOVA
Corso Garibaldi 117

Posted in casa del popolo, repressione, volantini e manifesti.


Il governo dei sapienti

Nella trilogia platonica, dopo i dialoghi “Teeteto” e “Sofista”, c’è il “Politico”, in cui il filosofo greco antico ricerca la definizione di colui che sia realmente l’unico in grado di governare la polis. Costui si distingue dal “sofista” per identificarsi tout court con il filosofo. Una forma di governo oligarchica quindi, una sorta di timocrazia fondata sul sapere, sul suo onore, che proprio in base alla sapienza – e la conseguente rettitudine – attribuisce ai sovrani filosofi il compito di governare.
Un uso, per dirlo in parole povere, specialistico della cosa pubblica, la cui gestione rimane affidata nelle mani di pochi, molto pochi. La visione platonica di ciò si argomenta intorno all’assioma che determinati soggetti abbiano le capacità, derivate dal loro grado di conoscenza, per la corretta gestione della vita pubblica di chiunque.
Un governo, insomma, in mano a dei specialisti del settore…
Un po’ come avviene ai tempi nostri per molte tematiche che riguardano la vita e le problematiche con cui abbiamo a che fare tutti i giorni. Certo, il parallelismo può sembrare azzardato (e molto probabilmente lo è), ma concettualmente ci permette di ragionare su due termini cardini di questa speculazione filosofica: la specializzazione di alcuni e la deresponsabilizzazione di tutti gli altri. Continued…

Posted in critica radicale.


En tu memoria

Il 2 gennaio 2005 muore il compagno Xosé Tarrio. Xosé Tarrío González era nato nel 1968 a La Coruña, in Spagna. A 11 anni è entrato in collegio per motivi familiari, ma è riuscito a fuggire diverse volte. A 14 anni per dei piccoli furti è stato condannato alla permanenza in un riformatorio, dal quale è evaso in diverse occasioni. Fino ai 16 è rimasto in un riformatorio speciale su ordine del giudice. A 19 è entrato in carcere per scontare un piccola condanna. Da allora è stato costretto a subire le più inaudite vessazioni nelle sezioni speciali delle carceri spagnole, le cui bestiali condizioni hanno condotto Tarrío ad accumulare condanne su condanne per un totale di 71 anni di carcere. Il compagno è stato uno dei primi a sperimentare sulla propria pelle le torture fisiche e psicologiche applicate nei Ficheros de Internos de Especial Seguimientos (F.I.E.S. – Schedari dei Reclusi di Trattamento Speciale), sezioni speciali all’interno delle carceri speciali, istituite dal partito socialista spagnolo. E’ stato liberato nel maggio del 2003 dopo aver trascorso 16 anni di carcere, dei quali oltre 10 in isolamento nel regime FIES di primo grado. Nuovamente arrestato nel settembre del 2003, nonché ferito, ha dovuto subire una nuova sessione di pestaggi all’ingresso. Nel giugno del 2004 la sua salute è peggiorata sia per l’Aids giunto alla fase terminale che per un infarto cerebrale che i medici del carcere diagnosticarono come un’influenza. Molto tardi, solo il 28 giugno, è stato ricoverato in ospedale. Qui lo dimisero subito, ma furono costretti a ricoverarlo di nuovo l’8 luglio per la paralisi della metà del corpo, perdita della memoria e della capacità di parlare. Da sottolineare che i secondini hanno continuato a torturarlo anche in queste condizioni, mantenendolo ammanettato al letto dell’ospedale. Solo il 17 agosto gli è stata concessa la libertà condizionale, ma da allora è sempre rimasto in ospedale.
In coma profondo dal 20 ottobre, è morto il 2 gennaio 2005.
E’ morto di carcere! Continued…

Posted in anticarceraria.


Troppo poco!

Durante i giorni festivi collegati al Natale, a Teramo hanno creato gran scalpore diverse scritte comparse in città, in particolar modo una fatta sulla facciata di una chiesa in centro. Un po’ tutti si son aizzati contro gli anonimi che hanno compiuto tale azione: mezzi d’informazione locale (con prime pagine disperate), blogger ex-sbirri (che han mantenuto in toto la propria vocazione) e le voci sgomente e rancorose al tempo stesso, di fedeli e non solo, colpiti proprio nei giorni delle loro “sante” festività.
A questa platea ansimante di portare i responsabili al patibolo, noi, ovviamente, non ci uniamo.
In tutta sincerità non ci interessa niente sapere chi siano stati i “peccatori”, e nè tantomeno lo sappiamo. Ed ovviamente non dobbiamo parlare o rispondere per nessuno. Quelle frasi
parlano e rispondono per se stesse, da se stesse.
Nell’argomento, nel dibattito o nella canea (che dir si voglia) ci entriamo solo per porre l’attenzione su un aspetto: gran parte dell’indignazione generale si è concentrata sul fatto che, imbrattando una chiesa, si sia colpita, in un qualche modo la “storia”, la sua sacralità, del luogo, di quel che rappresenta, la sacralità della sua storia.
A tutti questi storiografi del sacro ed esegeti di luoghi di culto, verrebbe fin da chiedere se realmente conoscono la storia, visto che si ergono a sua custode. La storia della chiesa, dell’istituzione ecclesiale, come si è sviluppata, come si è espansa, quel che ha imposto, la sua violenza e crudeltà, sul corpo e sulla mente. I suoi possedimenti, le ricchezze materiali, la sua ipocrisia. Non certo del luogo specifico, ma di quel che rappresenta, di quel che è, della sua storia, appunto.
Beh, forse, tra quella folla che da una settimana a sta parte, chiede a gran voce, con la bava alla bocca, che i responsabili siano portati in pubblica piazza ed esposti alla pubblica gogna e subiscano le torture dell’inquisizione….
Forse, dicevamo, anche tra di essi, se conoscessero realmente la storia, qualcuno arriverà a pensare che, proprio la chiesa, proprio per la sua storia, non merita alcun rispetto, e non il contrario.
E, in fondo in fondo, qualcuno arriverà a pensare che una scritta, proprio contro la chiesa, è anche fin troppo poco…

Posted in critica radicale.


Saluto solidale ai detenuti

“Nessun uomo può emanciparsi altrimenti che emancipando con lui tutti gli uomini che lo circondano” [Michail Bakunin]

In questi giorni, in cui la reclusione si fa sentire con più crudeltà, alcuni compagni, nonostante la repressione, hanno portato un saluto solidale ai detenuti del carcere di Teramo.

QUI UN VIDEO DEL SALUTO AI DETENUTI DEL CARCERE DI TERAMO

Posted in anticarceraria.


Fuori il carcere di Teramo

Il 28 dicembre dei compagni sono stati fermati fuori il carcere di Teramo. Alla vista delle pattuglie della polizia penitenziaria e della polizia, dalle finestre delle celle, alte si alzavano le gride dei detenuti, in solidarietà con i compagni fermati e contro gli sbirri.
Uno dei compagni è stato caricato sulla volante e portato in questura, perchè ha il foglio di via da Teramo. In serata è stato poi rilasciato.
LA LIBERTÀ NON SI MENDICA!
SI CONQUISTA CON LA LOTTA!
LIBERARE TUTTI

Posted in anticarceraria.


A Saverio Saltarelli

Saverio Saltarelli era nato il 25 maggio 1947 a Pescasseroli (L’Aquila) da una famiglia di pastori. Trasferitosi a Milano, frequentò il liceo e poi l’università, alternando studio e lavoro. Al paese aveva organizzato delle lotte contro la devastazione del Parco Nazionale degli Abruzzi ad opera della speculazione edilizia e per alleviare la grave condizione dei lavoratori stagionali. Il 12 dicembre 1970 (primo anniversario della strage di Stato a Piazza Fontana) e si manifestava per la liberazione degli anarchici incarcerati.
Varie manifestazioni si svolgono a Milano. Due autorizzate: un corteo antifranchista (è l’epoca del processo di Burgos contro i baschi) indetto dai sindacati a dai partiti (PCI, PSI, DC) e un presidio alla Statale del Movimento Studentesco della Statale (MSS) di Capanna. Al corteo non autorizzato degli anarchici partecipano anche altri militanti di sinistra (sia del Movimento studentesco, sia dei gruppi m-l) e la formazione internazionalista di Rivoluzione comunista di cui fa parte Saltarelli in quanto militante del Comitato studentesco di agitazione rivoluzionaria.
Gli anarchici vengono caricati duramente e ripetutamente. La polizia spara molti lacrimogeni ad altezza d’uomo. La polizia non aveva esitato a fare uso di armi da fuoco (in particolare il reparto guidato da Antonio Chirivì). Si contarono almeno due feriti gravi, uno studente e un giornalista. Qualcuno per sfuggire ai pestaggi tenta di rifugiarsi nell’università, ma verrà bloccato manu militari dal servizio d’ordine del Movimento studentesco.
A parziale – molto parziale – giustificazione, dell’operato in stile stalinista, va ricordato che precedentemente c’era stato un tentativo di assalto all’università da parte dei neofascisti e che la confusione regnava.
Colpito al cuore da un lacrimogeno ricoperto di metallo, Saverio Saltarelli muore.
A Saverio, ed a tutti i compagni caduti sul campo di battaglia, va il nostro ricordo ed il nostro impegno di continuare la lotta.

Posted in anarchismo.


Dalla parte dei vandali

Nelle ultime settimane, le cronache locali hanno più volte riportato articoli, concernenti le scritte sui muri di Giulianova, con particolare riferimento alle tag che riempiono la città. Articoli colmi di rancore e soddisfazione per il fatto che le telecamere di sicurezza hanno “finalmente” scovato i responsabili… e, udite udite, codesti responsabili sarebbero vicini “all’area anarco-insurrezionalista”.
Ora, non è interesse di questo scritto capire chi siano codesti responsabili, d’altronde di guardie è già pieno il mondo. Piuttosto è interessante riaprire un discorso, già riaperto negli articoli in questione, su chi e cosa sia autorizzato a stare sui muri e chi o cosa no. A proposito, l’amministrazione comunale aveva indetto un bando, per gli artisti locali, per abbellire i muri cittadini; ed a detta dell’assessore, a questo bando, vuoi per indifferenza o indisponenza, non ha risposto nessuno. Una buona notizia, sul cui incipit, già avevamo scritto. Per quanto riguarda le miriadi di tag che riempiono la città, sarebbe più bello e soprattutto più rincuorante (ma questa è una semplice osservazione e sentimento di chi sta scrivendo queste righe), leggere più frasi di rivolta e ribellione, che il proprio nome, o chi ne fa le veci, sui muri.
Ma il nocciolo della questione (che avevamo già affrontato in altre occasioni, soprattutto dopo la canea per delle scritte comparse in città) è su cosa sia autorizzato e cosa no. Ed in base a quale criterio ciò avvenga.
Facciamo degli esempi per semplificare il discorso: il Comune di Giulianova avrebbe mai autorizzato, per dirne una, un murales con su disegnato i dirigenti comunali implicati nell’operazione Castrum, che ingrassavano mangiando soldi di tutti e si sbeffeggiavano gaudenti della collettività?
L’amministrazione, avrebbe per caso, autorizzato un murales, con su disegnato, un ragazzo che si spara una pera nell’inguine, con a fianco bambini che giocano spensierati a pallone?
L’amministrazione, avrebbe per caso, autorizzato un murales, con su disegnato un turista che si tuffa in una discarica abusiva o in un mare di merda?
E così avanti, con diversi esempi, sulle diverse problematiche che attanagliano il nostro territorio…
Pensiamo di no. Pensiamo che tali proposte non sarebbero state autorizzate. Anche se, per assurdo, nella grande società dello spettacolo, anche la contestazione viene autorizzata, purché diventi merce. Per cui, vi è anche la remota possibilità che, in alcuni contesti, l’autorizzazione a ciò avvenga… perché “l’arte è libera”, dicono… col cazzo!
È la libertà del recinto, del consentito, dello spettacolo.
Lo ribadiamo, l’arte di strada, è nata, cresciuta e sviluppata solo come rottura dell’ordine imposto. Nel momento in cui diventa merce da vendere o mezzo legale del decoro statale, perde la sua essenza, perde se stessa.
Per questo, molto semplicemente, non saremo mai dalla parte delle amministrazioni comunali, del loro mecenatismo, o dei menestrelli o buffoni di corte, iscritti al libro paga del padrone…
Ma piuttosto dalla parte dei vandali.

Posted in critica radicale.


Presentazione “Metastasi”

I sogni di libertà riempiono pagine di storia, come microscopici tasselli di un mosaico che non potrà mai compiersi una volta e in assoluto. Laddove c’è società ci sarà degenerazione. Piuttosto che sognare paradisi liberati dovremmo sognare ancora ennesimi piani di rivolta attuabili. In questi tempi di parole lontane dall’origine de loro significare non vogliamo dare ai nostri scritti un valore sostitutivo e ancor meno evocativo. Essi rimangono propaggini dell’agire, di quell‘agire vitale che scuote corpo, anima e relazioni.

DOMENICA 17 DICEMBRE DALLE 17
PRESENTAZIONE APERIODICO ANARCHICO “METASTASI”

CASA DEL POPOLO
GIULIANOVA – Corso Garibaldi

Posted in anarchismo, casa del popolo.