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Un saluto solidale ai detenuti di Pescara

Il carcere di Pescara, da mesi, è al centro delle cronache locali per quel che avviene al suo interno.
Proteste, risse, scontri con le guardie, suppellettili incendiate in segno di protesta. Il sovraffollamento all’interno è su numeri inauditi: ci sono oltre quattrocento detenuti, a fronte di circa 270 “previsti”.
Purtoppo le cronache che escono dal carcere, vengono fuori dalla voce dei secondini, tramite i loro rapprsentanti, che poi vengono diffuse da comunicati stampa che tutti riprendono.
Ma come vanno le cose all’interno del carcere è ben difficile saperlo, se non immaginarlo. Se non dalla voce stessa dei detenuti.
Per questo, venerdì sera, 20 dicembre, dei solidali sono andati fuori le mura del carcere pescarese a portare solidarietà ai reclusi. Proprio il giorno i cui le cronache locali riportovano delle nuove tensioni all’interno della prigione.
Proprio in un periodo, quello festivo, che la reclusione si fa maggiormente sentire per chi è detenuto.
E’ stato affisso uno striscione di solidarietà ai detenuti, sparati fuochi d’artificio ed accese diverse torce che hanno attirato, non poco, l’attenzione dei passanti in macchina, dal momento che la struttura pescarese si trova in centro città.
A grida di libertà dei solidali, i detenuti hanno risposto con altrettante grida di ringraziamenti e “Grandi ragazzi!”.
Quindi vi è stata una grande comunicazione tra dentro e fuori quelle mura infami, e per un po’ sono stati riscaldati il cuore e gli animi di chi vive in una cella, costretti a continue vessazioni ed alla narrazione mediatica che descrive le guardie sempre come povere vittime.
Per un po’, per un breve momento nel periodo pre natalizio, questo isolamento è stato rotto e, con esso, la narrazione attorno al carcere pescarese.

Posted in anticarceraria.


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