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Tra la pandemia e la vita che cambia

Questa non è la prima pestilenza nella Storia.
Se pestilenza vogliamo chiamare l’infezione da Covid-19.
Circa un secolo fa ci fu una pandemia influenzale, l’influenza spagnola, che fece in tutto il mondo circa 50 milioni di morti, si stima.
Addirittura fece più morti della peste nera che dalla seconda metà del ‘300, si stima che fece circa 20 milioni di vittime. In percentuale di popolazione, senza ombra di dubbio, la peste nera fu un flagello ancor maggiore.
In tutti i casi, le pandemie vanno a colpire i soggetti più deboli da un punto di vista della salute. O meglio, colpiscono tutti, ma su soggetti più deboli esse hanno ricadute ben più gravi. Avvenne per la peste nera, avviene per il coronavirus ed avvenne anche per la pandemia spagnola. Per quest’ultima però (così chiamata -spagnola- perchè lì venne riscontrata, mentre era presente anche negli altri paesi che però cercarono di tenere nascosta la notizia essendo implicati nel conflitto bellico) i soggetti “deboli” non furono rappresentati da anziani o da altre persone debilitate. Ma la grande diffusione avvenne tra le trincee, tra i soldati ammassati nelle trincee, soprattutto negli ultimi periodi del primo conflitto mondiale, dove l’epidemia ebbe diffusione.
L’influenza spagnola falcidiò soldati che erano stati al fronte, i quali, al tempo stesso, divennero veicolo di trasmissione per tutto il pianeta.
Un po’ come oggi è avvenuto e sta avvenendo per volere del Governo e di Confindustria di tenere ammassate le persone nei luoghi di produzione.
Allora era una guerra con le armi, adesso con i profitti… ma sempre di interessi si sta parlando.
Ogni pandemia poi ha avuto ritorni di infezioni molto gravi nel tempo che poi, man mano, sono andate esaurendosi, vuoi per gli sviluppi della medicina, vuoi per le immunità che si sviluppavano, a suon di morti, però.
Ed ogni pandemia ha avuto i suoi capri espiatorio. Nella peste nera furono gli ebrei considerati untori e il paragone con l’oggi non lo faccio che tanto ogni tre giorni ne escono di nuovi, di capri espiatori.
Dalle pandemie però sono stati ricavati insegnamenti e sviluppi anche dal punto di vista scientifico, basti pensare allo sviluppo della medicina dopo la Pesta nera o la crescita del raziocinio in tempi di oscurantismo religioso.
Oggi, invece, stando al becerume politico dominante, sembra andare in altra direzione.
Le pandemie, per concludere, hanno cambiato anche gli assetti sociali e ciò, in relazione anche e soprattutto, agli sviluppi che si facevano da un punto di vista scientifico, come detto.
Un po’ come, per assurdo ma con triste realtà, le guerre rappresentano un volano per l’economia, in particolar modo quella capitalista.
Ma ciò non tolse che, dopo l’influenza spagnola, vi fu un biennio di lotte che portarono l’Italia ad un passo dalla Rivoluzione sociale, il Biennio rosso.
Questo per dire che, da più parti si legge che l’attuale situazione porterà ad uno stravolgimento delle nostre vite.
E’ vero, ma solo nella misura in cui glie lo permetteremo.
Perchè nella contingenza emergenziale chi governa appronta misure per il momento che poi (vorrebbero) valide per sempre.
E tali misure sono nel campo della produttività (nel come farla) e nel controllo.
Se ci sentiamo sospesi nel tempo, in questi giorni, è una sensazione ben compresibile. Ma mentre noi, il nostro futuro adesso non riusciamo neanche ad immaginarcelo, c’è chi già ci sta lavorando da tempo. Con militari, droni, leggi speciali e forze dell’ordine per un futuro prossimo in cui potrebbero avvenire disordini per carenze economiche di molti. E con stili di vita che vorrebbero imporci, per modellarci ancor più per i loro fini di controllo e sottomissione.
Ed in tal caso, non è e non sarà un virus a farci la guerra.

Posted in critica radicale.


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