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Lettera dal carcere

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera firmata. Per chiunque volesse scriverci può farlo al nostro indirizzo e-mail: laraje@autistici.org; oppure “Associazione Fiore Selvaggio, casella postale n. 22, 64021 Giulianova paese (Te)”

28-02-13

 

Ciao compagni e compagne sono  ***  che vi scrive dal carcere di Velletri. Oramai come ben sapete fui trasferito qui dal carcere di Montacuto (An) per svariati fatti contro le guardie e direzione come sommosse e tentate rivolte, dopo la punizione dell’isolamento ci trasferirono in molti “dividendoci” ognuno in ogni carcere e regione diversa. Ho aspettato parecchio tempo da quando sono qui prima di scrivervi perché sono stato ad ascoltare e notare tutto ciò che mi accadeva attorno, dopo di che ho iniziato a dire la mia parlando dei nostri valori e principi e per migliorare la vita di noi prigionieri in questo schifo di carcere, ma purtroppo ho constatato che nessuno si sente o ha il coraggio di lottare, combattere contro questi abusi e schifezze con la solita scusa: “e ma io lavoro poi mi chiudono …, io sono vicino casa per i colloqui …, poi se mi fanno il rapporto perdo i semestri di liberazione anticipata …”

Mi sono reso conto che in questo carcere prevale la rassegnazione e pur di non andare contro le guardie o la direzione, sono sottoposti a continue umiliazioni e per di più le accettano passivamente.

Io anche qui ho beccato punizioni e rapporti disciplinari per i miei – nostri diritti ma mi sono sentito dire da alcuni carcerati: “ma chi te lo fa fare, fai il tuo percorso e cerca di uscire prima possibile cercando di prendere benefici.”

Qui in questo carcere non funziona nulla, educatori, psicologi, infermeria, volontari, le celle piene di umidità, docce rotte  e quasi sempre con l’acqua fredda, ma tutti tacciono. Io mi sono ribellato ma credetemi dai carcerati stessi mi sono sentito isolato perché qui funziona così e ha sempre funzionato così e invece di esserci solidarietà, compattezza, unione c’è solo chi pensa a se stesso e purtroppo una sola noce non fa rumore in un sacco.

Le guardie mi hanno minacciato più volte di ritorsioni e comunque a modo loro ci provano come ad esempio la doccia me la fanno fare sempre quasi per ultimo che l’acqua è gelida, faccio le domandine e le strappano, etc. etc.

Sono 5 anni che sono prigioniero, e per il mio comportamento non conforme alle loro indegne, viscide regole non mi fanno fare nessun corso, non mi fanno lavorare, se mi chiama l’assistente sociale non mi fanno scendere dicendo che io mi rifiuto di parlare con lei quando tutto questo non è vero. Ma questa è una minima parte di ciò che accade ma quello che più mi fa male è la rassegnazione degli altri prigionieri.

Ho parlato anche con le altre sezioni. Alcuni lo pensano e condividono la voglia di lottare ma la maggior parte hanno il timore di fare una qualsiasi cosa. Io credo nel mio piccolo e nella mia ignoranza che tutti quelli che non lottano, non agiscono e vivono nella rassegnazione danno solo man forte ai carcerieri. Erano molto diversi gli anni 80 e li rimpiango. Almeno lì eravamo compatti, solidali, uniti e agivamo, entravamo in azione con sommosse, ribellioni mentre ora si fa solo cose sterili come lo sciopero della fame, e molti non hanno le palle, sono larve viventi sottomessi a questi regimi carcerari ed io mi chiedo: “ma se non siamo noi in primis ad agire chi lo deve fare?”

In questi anni i carceri son cambiati e i carcerati si son fatti sottomettere da alcune leggi che da benefici, e altri pur di avere un posto di lavoro si vendono il compagno di cella … Per carità non voglio fare di un’erba un fascio perché ancora, anche se pochi, ci sono uomini con le palle ma siamo pochi e quei pochi cercano sempre di “dividerci” con trasferimenti.

Mi scuso per la pessima calligrafia e se mi sono espresso in modo confusionale ma è ciò che con la mia esperienza da prigioniero, in tutto ho fatto 17 anni, il cambiamento che ho visto e vivo sulla mia propria pelle perché come ho già detto una sola noce in un sacco non fa rumore. Sono uscito nel 2006 e nel febbraio 2008 sono ritornato ad essere un prigioniero, ma finché avrò voce e forza fisica lotterò fino alla morte.

Ora vi saluto, ciao da  *** , con amicizia e stima.

Posted in anticarceraria.

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