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Allo stadio con la tessera… al bar con la fedina penale!

gestapoRiceviamo e pubblichiamo questo articolo che ci è stato inviato. Chiunque volesse mandare contributi, scritti, può farlo al nostro indirizzo mail.

Negli ultimi mesi la questura di Teramo ha provveduto ad effettuare dei controlli, diciamo retate a massa, nei bar pubblici della costa in cerca di droga, armi e delinquenti. Gli avventori dei bar pubblici oramai sono per lo più coloro che si recano a vedere le partite-di-calcio-in-TV; quelle dosi di calcio somministrate alla popolazione in maniera compulsiva un giorno sì e l’altro pure. Nonostante anni di rincoglionimento domestico davanti alla TV, di addomesticamento alienato a dosi massicce di calcio e tifo, pare che, a detta dei supremi Comitati per l’Ordine Pubblico, la pace sociale e l’ordine pubblico siano sempre sotto minaccia.
Strano: più fanno controlli e più chiedono di farli. Sembra un concetto contro-intuitivo che hanno chiaro in mente solo loro, i questurini e i loro tifosi dabbene: quei fantasmatici ‘Bravi & Onesti’ cittadini; quegli onesti esseri viventi,  quasi divini, che riescono ad attraversare la loro vita illibata all’interno di un mondo sempre più corrotto, mercificato e pieno di orribili affari, imbrogli e nefandezze. Come Cristo riusciva a camminare sulle acque senza bagnarsi, costoro riescono ad arrivare alla propria marmorea tomba camminando tutta la vita su un mare di merda senza insozzarsi. Ma tant’è, perciò: bravi!
Un mondo, quello attuale, schifoso e orrendo, nella cui economia, però, anche gli onesti cittadini riescono, non solo a vivacchiare, ma spesso anche a passarsela bene onestamente e legalmente. Chissà se l’odierna categoria ideologico-legale di “onesto cittadino” abbia qualcosa a che fare con quel vecchio concetto teologico di “immacolata concezione” …
Tornando al punto di cronaca, sta di fatto che alcuni pubblici esercenti di bar della costa teramana si sono visti comminare come sanzione la chiusura di alcuni giorni a settimana, per alcuni mesi, fino alla … redenzione dei loro peccati. E i peccati erano l’aver trovato nel locale qualche briciola di fumo di cui qualche avventore in panico, sotto rappresaglia, si sarà disfatto all’istante e l’aver riscontrato, udite, udite: la presenza di persone pregiudicate.
Ora provate a staccarvi un attimo dall’incantesimo religioso-ideologico in cui normalmente vivete come normali cittadini legalizzati, per poter capire lo sbigottimento di alcuni esercenti che dicono: “Ma come diavolo facevo a sapere che Tizio o Caio erano pregiudicati? E poi Tizio e Caio sono di casa qui al bar … fanno colazione la mattina, il cicchetto a pranzo e la partita-di-calcio-in-TV la sera … alcuni di loro sono persone sole, in pratica la loro famiglia é la comunità che frequenta il bar … E poi che faccio? Li devo cacciare come i cani? E poi come? Mi metto a chiedere la fedina penale a tutti quelli che entrano?”.
Non lo sappiamo. Forse dovrebbero chiederlo agli onesti cittadini della comunità che frequenta le questure. Certo la cosa fa venire un po’ un sorriso sarcastico quando ti rendi conto che spesso questi pubblici esercenti sono ideologicamente orientati, diciamo, a favore dell’uomo forte, del regime, e di tutto il triste folclore  nazional-fascista; magari sarebbero pronti a ospitare qualche candidato fascio-leghista con tanto di buffet. Tuttavia l’esercente pubblico qualche chance ancora ce l’ha: siamo in un mondo di merci, siamo merci, tutto è merce: la merce si vende e si compra. Autorizzazioni e licenze sono decisioni burocratiche. Autorizzazioni e licenze sono merci? Provvedimenti e sanzioni sono decisioni burocratiche; sono anche essi delle merci? Ma la risposta e chiusura logica di questo possibile sillogismo la lasciamo ai Pubblici Ministeri e ai Procuratori, veri esperti della logica giuridica, ovvero quel surrogato alienato dell’etica umana.
Scusate il parlar difficile, ma non tutti amiamo stare ogni sera appiccicati allo schermo per la partita-in-TV. Per provare a tenere le antenne ritte ci tocca anche studiare; ma lo facciamo con piacere e pertanto informiamo, gratis o quasi, chi non lo sa (e non vorremmo obbligarlo a saperlo, ma dobbiamo spiegarci bene) che il sillogismo è un meccanismo logico del tipo se A è uguale a B e B e uguale a C allora A è uguale a C. Controllate pure sullo Smartphone, non è difficile.
Purtroppo, il punto di cronaca ci fa venire un sorriso, stavolta amaro, anche verso i tanti avventori-massa dei pubblici esercizi che, pur limitandosi ad adempiere la liturgia quotidiana della partita-di-calcio-all’ammasso-in-TV, si ritrovano al bancone a dover temere una retata stile Gestapo. Ma che volete? Di che vi lamentate? Prima cacciati dalle piazze e rinchiusi negli stadi. Poi, con tornelli e tessere-del-tifoso, cacciati dalle curve e rinchiusi nei bar e poi? Chissà cosa vorranno fare di voi in avvenire …
Beh … sapete una cosa? Per Ercole, sta bene così! Stiano pur bene così le cose; perché loro sanno e sapranno sempre cosa fare di voi, come il pastore con le pecore e l’allevatore con i polli. Mentre voi non saprete mai cosa farne di loro!
Proprio mai? Oppure fino a quando deciderete, da voi, cosa fare di voi stessi quando sarete grandi? Ahinoi la risposta a questa domanda ce l’avete solo voi. Ciascun singolo di voi.

Posted in critica radicale.


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