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Anche a ferragosto. Soprattutto a ferragosto

Anche quest’anno, durante le giornate di ferie di ferragosto, qualche solidale va fuori il carcere teramano.
Non come le passerelle che fanno i politici per sciacquarsi la faccia, ma con la costanza delle lotte e della solidarietà portata avanti negli anni, che infatti è costata ai solidali decine di denunce, restrizioni e fogli di via.
Il tutto, perché chi gestisce l’ordine, non vuole che vi sia alcun contatto tra dentro e fuori le galere. Ma a Teramo questo divieto è stato più volte rotto, non rispettando il silenzio a cui ci vorrebbero sottomessi.
Anche stavolta, fin dall’arrivo, molti detenuti sono alle finestre, per il caldo afoso e con lo sguardo oltre le sbarre. Riconoscono fin da subito i solidali, ringraziandoli anche stavolta.
Questo ormai, il fatto che ci si “riconosca” tra dentro e fuori, sta diventando una costante, frutto delle pervicacia nel portare avanti presidi e saluti solidali.
Non solo.
Capita, a volte, di rincontrare qualcuno anche dopo esser uscito da Castrogno e, oltre i ringraziamenti per quel che si fa, ci si può ritrovare anche in dinamiche “fuori”, parlando, visto il grado di fiducia che si riconosce a chi, con costanza e serietà, porta avanti delle battaglie.
Tornado a questo ferragosto, fin da subito quindi partono gli ormai consueti saluti reciproci, grida di libertà, inviti a tenere duro e poi botti e fuochi d’artificio. E quindi ringraziamenti dalle celle e la promessa, da parte dei solidali ai detenuti, di starci e, se vi fosse qualche problema lì dentro (oltre quelli che ben si conoscono), di farlo sapere.
Il carcere teramano è tra i più sovraffollati d’Abruzzo, ha diverse sezioni con varie problematiche, e la sezione “nido” (che doveva ospitare bambini di detenute), inaugurata tempo fa, facendo passare le barbarie per progressismo, ospita anche una bambina. Questo si è venuto a sapere ultimamente, nonostante si è sempre saputo che la sezione, benché esistesse, non ospitava nessun bambino.
Questa, ad esempio, una delle problematiche emerse ultimamente nel carcere teramano.

Anche stavolta, con questo saluto solidale ai detenuti, è stato fatto un piccolo gesto.
Ma, nonostante piccolissimo, ha rotto i divieti ed il silenzio che chi governa vorrebbe imporre.
Ed ha scaldato un po’ i cuori dei detenuti.
Anche a ferragosto. Soprattutto a ferragosto.
Quando la reclusione è ancor più cinica, spietata e viene vissuta con più sofferenza da parte di chi si trova rinchiuso in una gabbia di ferro e cemento.

Posted in anticarceraria.


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