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“L’Amico del Popolo”. Sul sequestro Moro

In merito al dibattito che c’è stato qualche giorno fa, in occasione all’anniversario del sequestro di Aldo Moro, qui di seguito un articolo di quei giorni di Belgrado Pedrini, sul giornale “L’AMICO DEL POPOLO”

“E’ ben vero signori che uno dei maggiori responsabili del disastro economico e morale di questa Italia sentimentale e piagnucolona, è stato rapito, come Elena da cui scaturì la guerra di Troia; ma c’è, tra le varie ipotesi, quella che tale rapimento sia stato architettato non da giovani rivoluzionari, ma da chi, molto in alto, mira a giustificare col massimo disordine sociale, un colpo di stato anti proletario. il popolo apra bene gli occhi e la mente sui misteri conventuali della politica italiana, legata da loschi interessi a quella straniera.

L’altra ipotesi è quella che attribuisce ai rivoluzionari marxisti il rapimento dell’ex camicia nera Aldo Moro, oggi a capo della macchina del partito maggioritario, che guida l’Italia su acque fetide come quelle del lago Stinfale.
Ebbene, chi ha condotto l’Italia sull’orlo della bancarotta economica, per la quale il nostro Paese vive oggi del prestito straniero che rende Governo e popolo schiavi della volontà politica degli Stati cosiddetti alleati? Chi ha provocato il marasma sociale, la corruzione, la pornografia, la droga, il furto, la truffa di Stato, gli scandali che chiamano in tribunale i più alti funzionari del governo? Chi ha dato il via libera al fuggi fuggi di miliardi succhiati nel sangue e nel sudore delle masse lavoratrici, ora ben custoditi nelle banche straniere? Chi ha ordinato alla polizia di sparare sui lavoratori ad Avola, a Reggio Emilia, a Milano, a Roma e a Torino? Chi, se non la classe politica che ha partorito cento, mille Bava Beccaris, per difendere privilegi e ricchezze? Chi se non la masnada dirigente, sostenuta dal Partito Comunista contro-rivoluzionario e dai sindacati asserviti al sistema?
Dopo aver generato disordine, ingiustizia sociale e tanta prepotenza in tutti gli enti dello Stato, Governo, sindacati e partiti politici hanno il cinico coraggio di attribuire a pochi giovani ribelli la responsabilità delle loro ribalderie, della disfatta politica, economica e sociale dell’Italia?
Come mai questi arraffapopoli non hanno versato una lacrima, non hanno suonato le campane a storno, quando rapivano e seviziavano le giovani popolane? Quando assassinavano Pinelli e Serantini?
Voi signori autoritari strillate solo quando l’arpione viene lanciato sulle vostre carni predilette dal dio del capitale?
Anche di fronte alla morte, vi stimate superiori, intangibili?
Ebbene, ecco cosa rispondono gli anarchici del Gruppo “B. Filippi”: mettete il capo nella cenere e recitate il mea culpa.
Noi ci auguriamo che vi rapiscano tutti e vi buttino nel Tevere con i vostri forzieri.”

 

L’immagine in questione è una foto del sequestro Moro, non presente nell’articolo

Posted in anarchismo.


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