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Dal carcere di Ancona

Carissimi compagni e compagne, ho ricevuto come al solito il vostro opuscolo, con la
vostra lettera, vi ringrazio come sempre e mi appresto a rispondere alle vostre domande…
Chi ha sparato a macerata sta nella ‘zona-filtro’, e quella storia dell’acclamazione è stata
una notizia notevolmente ingigantita, come vi ho detto il soggetto in questione è stato portato
al ‘filtro’ e da come so ci è rimasto per sua richiesta, quindi di che stiamo parlando…
La vicenda “dell’acclamazione” è dovuta ad un giorno in cui il soggetto si trovava dagli
avvocati ed essendo presenti lì altri 5-6 detenuti, uno ha detto, questo è quello di
macerata e n’è scaturito un applauso, questo è stato il piccolo siparietto…
e’ altrettanto vero che come potete immaginare il pensiero comune vuole che questa persona
non venga condannata per ciò che ha fatto, anzi, questo gesto ha riscosso parecchio
consenso, purtroppo questa è la realtà, anche se mi costa ammetterlo. L’ignoranza,
il razzismo, portano a tutto ciò, lo sappiamo bene, sappiamo che i potenti poi strumentalizzano
questi fatti di cronaca per rivendicare le loro campagne xenofobe e repressive.
tutto ciò nutre in me un senso di rabbia e di sconforto come mi lascia un senso di vuoto
e di tristezza tutta l’indifferenza che ho intorno, non solo per questo fatto, ma per ogni
giorno che vedo accettare a testa bassa i detenuti tutte le infamie e accettazioni senza
ribellarsi più a niente, sono sempre più amareggiato per questo…
però questo non mi porta a smettere di lottare a modo mio, né di abbassare la testa
quando qualcosa mi tocca, né di girarmi dall’altra parte quando vedo un abuso.
ormai i carceri sono cambiati, come i detenuti, certi valori si sono persi e assai rari da
trovare in questi corridoi, e se ci ritroviamo con questo sistema subdolo e oppressivo è
perché nella maggioranza dei casi nessuno combatte più, non si seguono più certi comportamenti
e gli infami e le spie sono libere di girare tranquille per i corridoi, questo per
me è il primo punto.
non so se sono stato esaudiente, se volete sapere qualcosa in più sono a vostra disposizione
e attendo vostre notizie. Io vi assicuro che sto bene e non mi piego ancora dopo
tre anni sono in attesa del primo grado e aspetto la sentenza di questi cani schifosi,
almeno saprò quanto tempo dovrò aspettare prima di ritornare fra la gente che amo e
a lottare per le strade…
e’ certo che il carcere non ha attenuato i miei ideali e il mio disprezzo verso questo stato
e le sue leggi, che nel frattempo è cresciuto ancora! a questo proposito, colgo l’occasione
per domandarvi se quest’estate, dopo agosto, vi è arrivato in mio scritto dove vi
raccontavo di una sera di protesta dove volevano aggiungerci altre brande e gliele
abbiamo ributtate nel corridoio non rientrando nelle nostre celle fino alla mezzanotte,
ve lo chiedo perché sugli opuscoli non ho mai visto l’articolo scritto e visto che la mia
posta sovente viene “smarrita” avevo questo quesito. [no davide, non ci è arrivato, ndr]
In tal caso vi posso riscrivere un po’ tutto con piacere, almeno so se vi è arrivata o meno
quella missiva. non vi scrivo sempre, non c’è stato nulla di eclatante da raccontare
eccetto la protesta di quest’estate, però leggo sempre con piacere e interesse i vostri
opuscoli e sono vicino a tutti i compagni e le compagne reclusi/e che lottano e si ribellano
e sono sempre complice e solidale alle loro azioni e alle loro idee.
a (cerchiata) presto, un abbraccio… davide.
21 febbraio 2018

davide storlazzi, via montecavallo 73/a – 60129 montacuto (an)

tratto dal num. 131 di OLGa

Posted in anticarceraria.


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